Veglia Pasquale 2026

I Misteri del Rosario

Accendiamo una candela benedetta e benediciamoci con l’Acqua Santa

Vi raccomandiamo di avere accanto a voi una candela benedetta accesa, un crocifisso benedettino e dell’acqua santa

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

N°23: LA PREGHIERA INTRODUTTIVA DEL SERVITORE UMILE

Gesù perdonami, perché ho peccato.

Invocazione dei Santi

O nostra Benedetta Madre della Salvezza,

Santi Pietro e Paolo,

San Giuseppe,

San Benedetto,

Santa Faustina,

Santo Papa Giovanni Paolo II,

Santo Padre Pio,

San Giovanni Evangelista,

Sant‘Agostino,

San Malachia,

Santa Teresa d‘Avila,

Santa Bernadette,

San Francesco e Santa Giacinta di Fatima,

San Domenico di Guzman,

San Michele e il nostro Angelo Custode,

e i Santi tutti in Paradiso, unitevi a me in queste preghiere ed intercedete per me e la mia famiglia. Amen.

LA PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. Amen.”

Preghiera della Crociata n. 26

Preghiera da recitare prima del Rosario
O Regina del Santo Rosario, tu che ti degnasti di venire a Fatima per rivelare ai tre pastorelli i tesori della Grazia celati nel Rosario, ispira il nostro cuore a un amore sincero per questa devozione, affinché meditando sui Misteri della nostra redenzione che sono richiamati in esso, noi possiamo essere arricchiti dai suoi frutti per ottenere la pace nel mondo, la conversione dei peccatori, la conversione della Russia e le Grazie che ti chiediamo in questo Rosario: …. (Menzionare qui la vostra richiesta). noi chiediamo questo per la maggiore Gloria di Dio, per il Tuo stesso onore e per il bene delle anime, in particolare per le anime dei nostri cari. Amen.

Il Credo Apostolico

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Padre Nostro

Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome.Venga il Tuo Regno. Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro Pane quotidiano. E rimettia noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Le 3 Ave Maria per la fede la speranza e la carità

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei Benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre

Sia Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.Come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della gioia
L’annunciazione del Signore

 

 
La Parola del Signore

 

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.... Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio… nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».


(Lc 1, 26-37)  

 

La Fede della Chiesa

 

L’Annunciazione a Maria inaugura la “pienezza del tempo” (Gal 4,4), cioè il compimento delle promesse e delle preparazioni. Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà “corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9). La risposta divina al suo “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,34) è data mediante la potenza dello Spirito: “Lo Spirito Santo scenderà su di te” (Lc 1,35).

La missione dello Spirito Santo è sempre congiunta e ordinata a quella del Figlio. Lo Spirito Santo, che è “Signore e dà la vita”, è mandato a santificare il grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente, facendo sì che ella concepisca il Figlio eterno del Padre in un’umanità tratta dalla sua.

 
(Catechismo della Chiesa Cattolica 484, 485)

   
 

Meditazione

 

Dalla Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura, dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la nostra mortalità; e per pagare il debito, che gravava sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita alla nostra natura passibile. Tutto questo avvenne perché, come era conveniente per la nostra salvezza, il solo e unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad essa soggetto.

Vera, integra e perfetta fu la natura nella quale è nato Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità.


[Dalle "Lettere" di san Leone Magno, papa
 (Lett. 28 a Flaviano,
3-4; Pl. 54,763-767)]

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che all’annunzio dell’Angelo hai voluto che il tuo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria: concedi al tuo popolo, che la onora come vera Madre di Dio, di godere sempre della sua intercessione presso di te.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

  

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della gioia
La visitazione della Vergine Maria

 

  

La Parola del Signore

 

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

(Lc 1, 39-48)

   
 

La Fede della Chiesa

 

"Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni" (Gv 1,6). Giovanni è "pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre" (Lc 1,15; Lc 1,41) per opera dello stesso Cristo che la Vergine Maria aveva da poco concepito per opera dello Spirito Santo. La "visitazione" di Maria ad Elisabetta diventa così visita di Dio al suo popolo.


 
(Catechismo della Chiesa Cattolica 717)

   
 

Meditazione


«L’anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46). Con queste parole Maria per prima cosa proclama i doni speciali a lei concessi, poi enumera i benefici universali con i quali Dio non cessò di provvedere al genere umano per l’eternità.

Queste parole, che stanno bene sulle labbra di tutte le anime perfette, erano adatte soprattutto alla beata Madre di Dio. Per un privilegio unico essa ardeva d’amore spirituale per colui della cui concezione corporale ella si rallegrava. A buon diritto ella poté esultare più di tutti gli altri santi di gioia straordinaria in Gesù suo salvatore. Sapeva infatti che l’autore eterno della salvezza, sarebbe nato dalla sua carne, con una nascita temporale e in quanto unica e medesima persona, sarebbe stato nello stesso tempo suo figlio e suo Signore.


[Dalle «Omelie» di san Beda il Venerabile, sacerdote
 (Lib. 1, 4; CCL 122, 25-26, 30)]
    
 

Preghiamo

 

O Dio, salvatore di tutti i popoli, che per mezzo della beata Vergine Maria, arca della nuova alleanza, hai recato alla casa di Elisabetta la salvezza e la gioia, fa’ che docili allo Spirito Santo possiamo anche noi portare Cristo ai fratelli e magnificare il tuo nome con inni di lode e con la santità della vita.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

  

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della gioia
La nascita di Gesù a Betlemme

 

  

La Parola del Signore

 

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.

(Mt 1, 18-24)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'angelo ha annunziato ai pastori la nascita di Gesù come quella del Messia promesso a Israele: "Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore" (Lc 2,11). Fin da principio egli è "colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo" (Gv 10,36), concepito come "santo" (Lc 1,35) nel grembo verginale di Maria. Giuseppe è stato chiamato da Dio a "prendere" con sé "Maria" sua "sposa", incinta di "quel che è generato in lei. . . dallo Spirito Santo" (Mt 1,20), affinché Gesù, "chiamato Cristo", nasca dalla sposa di Giuseppe nella discendenza messianica di Davide (Mt 1,16).
 

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 437)

  
 

Meditazione

 

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.

Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.


[Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (dal Disc. 1 per il Natale, 1-3)]


 

Preghiamo

 

O Dio, che hai mandato dal cielo il tuo Figlio, parola e pane di vita, nel grembo della santa Vergine; fa’ che sull’esempio di Maria accogliamo il tuo Verbo fatto uomo, nell’interiore ascolto delle Scritture e nella partecipazione sempre più viva ai misteri della salvezza.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della gioia
La presentazione del Signore

 

  

La Parola del Signore

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore…come prescrive la Legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone; … lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.


(Lc 2, 22-33)
 

 

La Fede della Chiesa

 

La Presentazione di Gesù al Tempio lo mostra come il Primogenito che appartiene al Signore. In Simeone e Anna è tutta l'attesa di Israele che viene all'Incontro con il suo Salvatore (la tradizione bizantina chiama così questo avvenimento). Gesù è riconosciuto come il Messia tanto a lungo atteso, "luce delle genti" e "gloria di Israele", ma anche come "segno di contraddizione". La spada di dolore predetta a Maria annunzia l'altra offerta, perfetta e unica, quella della croce, la quale darà la salvezza "preparata da Dio davanti a tutti i popoli".


(Catechismo della Chiesa Cattolica 529)
 

 

Meditazione

 

Noi tutti che celebriamo e veneriamo con intima partecipazione il mistero dell’incontro del Signore, corriamo e muoviamoci insieme in fervore di spirito incontro a lui. Nessuno se ne sottragga, nessuno si rifiuti di portare la sua fiaccola. Accresciamo anzi lo splendore dei ceri per significare il divino fulgore di lui che si sta avvicinando e grazie al quale ogni cosa risplende, dopo che l’abbondanza della luce eterna ha dissipato le tenebre della caligine. Ma le nostre lampade esprimano soprattutto la luminosità dell’anima, con la quale dobbiamo andare incontro a Cristo.

Come infatti la madre di Dio e Vergine intatta portò sulle braccia la vera luce e si avvicinò a coloro che giacevano nelle tenebre, così anche noi, illuminati dal suo chiarore e stringendo tra le mani la luce che risplende dinanzi a tutti, dobbiamo affrettarci verso colui che è la vera luce.  Tutti dunque, fratelli, siamone illuminati, tutti brilliamo. Nessuno resti escluso da questo splendore, nessuno si ostini a rimanere immerso nel buio. Ma avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui.


(Dai « Discorsi » di san Sofronio, vescovo)

 

 

Preghiamo

 

O Padre, risplenda sempre la vergine Chiesa, sposa del Cristo, per l’incontaminata fedeltà al patto del tuo amore; e sull’esempio di Maria, umile tua serva, che presentò nel tempio l’Autore della nuova legge, custodisca la purezza della fede, alimenti l’ardore della carità, ravvivi la speranza nei beni futuri.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della gioia
Gesù è ritrovato nel tempio

 

  

La Parola del Signore

 

I genitori [di Gesù] si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.
 

(Lc 2, 41-50)

   

 

La Fede della Chiesa

 

Il ritrovamento di Gesù nel Tempio è il solo avvenimento che rompe il silenzio dei Vangeli sugli anni nascosti di Gesù. Gesù vi lascia intravedere il mistero della sua totale consacrazione a una missione che deriva dalla sua filiazione divina: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2,49). Maria e Giuseppe "non compresero" queste parole, ma le accolsero nella fede, e Maria "serbava tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,51) nel corso degli anni in cui Gesù rimase nascosto nel silenzio di una vita ordinaria.


(Catechismo della Chiesa Cattolica 534)

   
 

Meditazione

 

Il saggio evangelista parla del Verbo incarnato e mostra come esso ha assunto la carne secondo il modo dell’incarnazione e ha rispettato le leggi della natura della carne. Ma è proprio della natura umana crescere in età e sapienza, e vorrei aggiungere in grazia, poiché essa compie progressi in corrispondenza della crescita del corpo e dell’intelligenza; dai piccoli inizi della fanciullezza essa sale a poco a poco fino alla maturità. In verità, al Verbo uscito dal Padre, in quanto era Dio, non sarebbe stato in alcun modo impossibile né irraggiungibile elevare subito il corpo a lui congiunto dalle fasce ad altezza normale e di portarlo a una completa maturità; e altrettanto, osservo, a lui sarebbe stato facile già come bambino avere a quell’età una impressionante sapienza. Questo, però, sarebbe stato simile a un miracolo e non avrebbe certo corrisposto ai fini dell’incarnazione. Nel silenzio e non nel clamore si doveva compiere il mistero. Perciò egli si è sottomesso, nel processo dell’incarnazione, alle leggi della natura umana. Ciò appartiene anche alla somiglianza con noi che a poco a poco cresciamo da più piccoli a più grandi in quanto il tempo ci porta a una maggiore età e a una corrispondente maggiore conoscenza e perspicacia. Dunque, il Verbo, uscito dal Padre, come Dio perfetto e non suscettibile di alcuno sviluppo e crescita, si è fatto simile a noi una volta che è diventato uno di noi, sebbene sappiamo bene che egli come Dio tutti ci sovrasta.


(San Cirillo di Alessandria, Poiché Cristo è uno solo)

 

 

Preghiamo

 

O Dio che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che per intercessione del tuo Figlio Gesù, della Vergine Madre e di San Giuseppe camminiamo tra le varie vicende del mondo, sempre orientati ai beni eterni.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

    

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della luce
Gesù è battezzato al Giordano
 

  

La Parola del Signore

 

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

(Mt 3,13-17)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'inizio della vita pubblica di Gesù è il suo battesimo da parte di Giovanni nel Giordano. Ed ecco comparire Gesù. Il Battista esita, Gesù insiste: riceve il battesimo. Allora lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su Gesù e una voce dal cielo dice: Questi è il Figlio mio prediletto. E' la manifestazione (Epifania) di Gesù come Messia di Israele e Figlio di Dio.

Il battesimo di Gesù è, da parte di lui, l'accettazione e l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente. Egli si lascia annoverare tra i peccatori; è già "l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo" (Gv 1,29 )… A tale accettazione risponde la voce del Padre che nel Figlio suo si compiace. Al suo battesimo, "si aprirono i cieli" (Mt 3,16 ) che il peccato di Adamo aveva chiuso.  


(Catechismo della Chiesa Cattolica 535, 536)

 
 

Meditazione


Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.

Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo. Per l'uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione.

Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.


[Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo

 (dal Disc. 39 per il Battesimo del Signore)]

 

 

Preghiamo

 

Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo al Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito di ascoltare come discepoli il tuo Cristo e di vivere sempre nel tuo amore.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della luce
Le nozze di Cana

 

  

La Parola del Signore
 

Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.  E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo.  Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola»… Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


(Gv 2, 1-11)

 
 

La Fede della Chiesa 
 

Alle soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo segno – su richiesta di sua Madre – durante una festa nuziale. La Chiesa attribuisce una grande importanza alla presenza di Gesù alle nozze di Cana. Vi riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l'annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della presenza di Cristo.


(Catechismo della Chiesa Cattolica 1613)

 
 

Meditazione

 

 Di fronte a tanti prodigi compiuti per mezzo di Gesù Dio, c'è da meravigliarsi se l'acqua è mutata in vino per mezzo di Gesù uomo? Diventando uomo, egli non ha cessato di essere Dio: si è aggiunto l'uomo, non è venuto meno Dio. Chi ha compiuto questo prodigio è colui che ha creato tutte le cose. Non dobbiamo meravigliarci che Dio abbia fatto questo, ma piuttosto ringraziarlo perché lo ha fatto in mezzo a noi, e per la nostra salvezza. Attraverso le stesse circostanze egli ci vuole suggerire qualcosa, poiché ritengo che non senza una ragione il Signore intervenne alle nozze. A parte il miracolo, il contesto stesso adombra qualche mistero, qualche sacramento. Bussiamo perché ci apra e c'inebri del vino invisibile. Anche noi eravamo acqua e ci ha convertiti in vino, facendoci diventare sapienti; gustiamo infatti la sapienza che viene dalla fede in lui, noi che prima eravamo insipienti. Credo sia proprio mediante la sapienza - non disgiunta dall'onore reso a Dio, dalla lode della sua maestà e dall'amore della sua potentissima misericordia - è proprio mediante la sapienza che potremo pervenire all'intelligenza spirituale di questo miracolo.


(Sant'Agostino, Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 8, 3)

 

 

Preghiamo

 

O  Padre, che nella tua provvidenza mirabile hai voluto associare la Vergine Maria al mistero della nostra salvezza, fa’ che accogliendo l’invito della Madre, mettiamo in pratica ciò che il Cristo ci ha insegnato nel Vangelo.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della luce
L'annuncio del Regno di Dio

 

  

La Parola del Signore

 

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

 (Mc 1, 14-15)
 

 

La Fede della Chiesa

 

Cristo, per adempiere la volontà del Padre, ha inaugurato in terra il Regno dei cieli. Ora, la volontà del Padre è di "elevare gli uomini alla partecipazione della vita divina" [LG 3]. Lo fa radunando gli uomini attorno al Figlio suo, Gesù Cristo. Questa assemblea è la Chiesa, la quale in terra costituisce "il germe e l'inizio" del Regno di Dio.

Cristo è al centro di questa riunione degli uomini nella "famiglia di Dio". Li convoca attorno a sé con la sua Parola, con i suoi "segni" che manifestano il Regno di Dio, con l'invio dei suoi discepoli. Egli realizzerà la venuta del suo Regno soprattutto con il grande Mistero della sua Pasqua: la sua morte in croce e la sua Risurrezione.

Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato dapprima ai figli di Israele, questo Regno messianico è destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni. Per accedervi, è necessario accogliere la Parola di Gesù.  
 

(Catechismo della Chiesa Cattolica 541, 542, 543)
 
 

Meditazione

 

Ciascuno accolga saggiamente gli ammonimenti del Maestro in modo da non perdere il tempo della misericordia del Salvatore, ch'egli ora usa verso il genere umano finché questo viene risparmiato. L'uomo infatti viene risparmiato, perché si converta e nessuno venga condannato. Dio solo sa quando verrà la fine del mondo; adesso tuttavia è il tempo della fede. Io non so se qualcuno di noi si troverà quaggiù alla fine del mondo: ma è probabile che non vi si troverà nessuno. Per ciascuno di noi però il tempo della fine è vicino giacché siamo mortali. Camminiamo in mezzo ai pericoli di cadere.
 

(Sant’Agostino, Discorso 109, Sulle Parole del Vangelo di Lc 12, 56-59)

 

 

Preghiamo

 

Si compia in ogni luogo, Signore, con la predicazione del Vangelo, la salvezza acquistata dal sacrificio del Cristo, e la moltitudine dei tuoi figli ottenga da lui, parola di verità, la vita nuova del tuo Regno promessa a tutti gli uomini.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della luce
La trasfigurazione del Signore

 

   

La Parola del Signore

 

[Gesù] prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.


(Lc 9,28-35) 
 

 

La Fede della Chiesa

 

Per un istante, Gesù mostra la sua gloria divina, confermando così la confessione di Pietro. Rivela anche che, per "entrare nella sua gloria" (Lc 24,26), deve passare attraverso la croce a Gerusalemme. Mosè ed Elia avevano visto la gloria di Dio sul Monte; la Legge e i profeti avevano annunziato le sofferenze del Messia. La passione di Gesù è proprio la volontà del Padre: il Figlio agisce come Servo di Dio. La nube indica la presenza dello Spirito Santo: “Apparve tutta la Trinità: il Padre nella voce, il Figlio nell'uomo, lo Spirito nella nube luminosa": [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 45, 4, ad 2]

“Tu ti sei trasfigurato sul monte, e, nella misura in cui ne erano capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua gloria, Cristo Dio, affinché, quando ti avrebbero visto crocifisso, comprendessero che la tua passione era volontaria ed annunziassero al mondo che tu sei veramente l'irradiazione del Padre” [Liturgia bizantina, Kontakion della festa della Trasfigurazione].

                                     
(Catechismo della Chiesa Cattolica 555)

  

 

Meditazione

 

Il mistero della sua Trasfigurazione Gesù lo manifestò ai suoi discepoli sul monte Tabor. Per penetrare il contenuto intimo di questi ineffabili e sacri misteri insieme con i discepoli scelti e illuminati da Cristo, ascoltiamo Dio che con la sua misteriosa voce ci chiama a sé insistentemente dall’alto. Portiamoci là sollecitamente. Anzi, oserei dire, andiamoci come Gesù, che ora dal cielo si fa nostra guida e battistrada. Con lui saremo circondati di quella luce che solo l’occhio della fede può vedere. La nostra fisionomia spirituale si trasformerà e si modellerà sulla sua. Come lui entreremo in una condizione stabile di trasfigurazione, perché saremo partecipi della divina natura e verremo preparati alla vita beata.


Dal «Discorso tenuto il giorno della Trasfigurazione del Signore»
da Anastasio sinaita, vescovo (Nn. 6-10; Mélanges d’archéologie et d’histoire,
67
[1955] 241-244)

 

Preghiamo

 

O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della luce
L'istituzione dell'Eucaristia

 

  

La Parola del Signore

 

Io, [Paolo] infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane  e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice.


(1 Cor 11, 23-28)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'Eucaristia che [Gesù] istituisce in questo momento sarà il "memoriale" del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: "Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità" (Gv 17,19).

L'Eucaristia è il cuore e il culmine della vita della Chiesa, poiché in essa Cristo associa la sua Chiesa e tutti i suoi membri al proprio sacrificio di lode e di rendimento di grazie offerto al Padre una volta per tutte sulla croce; mediante questo sacrificio egli effonde le grazie della salvezza sul suo corpo, che è la Chiesa.

L'Eucaristia è il memoriale della pasqua di Cristo, cioè dell'opera della salvezza compiuta per mezzo della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, opera che viene resa presente dall'azione liturgica.
 

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 611, 1407, 1409)

 

Meditazione

 

L’Apostolo Paolo dice: «Chi indegnamente mangia il corpo di Cristo o beve il calice del Signore, è reo del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11,27).

Che significa ricevere indegnamente? Ricevere con derisione, ricevere con disprezzo. Non ti paia di poco conto, per il fatto che tu vedi. Ciò che tu vedi, passa; l’invisibile che è manifestato, non passa, ma rimane.  Ecco si riceve, si mangia, si consuma. Ma forse che il corpo di Cristo si consuma? Forse che le membra di Cristo si consumano? No, certo. Rimarrà ciò che è significato, anche se sembra passare ciò che significa.

Ricevetelo, dunque, per conformare ad esso i vostri pensieri, per conservare l’unità nel cuore, per fissare sempre in alto il cuore.  La vostra speranza non risieda in terra, ma in cielo; la vostra fede in Dio sia solida, sia gradita a Dio.

E quanto ora qui non vedete e credete, lo vedrete là dove senza fine vi rallegrerete.

(Sant’Agostino, Sermone 227,1)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, il tuo unico Figlio prima di essere consegnato alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero del dolore
L'agonia di Gesù nel Getsèmani

 

    
La Parola del Signore

 

Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.  

(Mc 14,32-36; Lc 22,44)

 

 

La Fede della Chiesa

 

Il calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se stesso, in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell'agonia al Getsemani facendosi "obbediente fino alla morte" (Fil 2,8). Gesù prega: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!" (Mt 26,39). Egli esprime così l'orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana. Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più, a differenza della nostra, è perfettamente esente dal peccato che causa la morte; ma soprattutto è assunta dalla Persona divina dell' "Autore della vita" (At 3,15), del "Vivente" (Ap 1,17). Accettando nella sua volontà umana che sia fatta la volontà del Padre, Gesù accetta la sua morte in quanto redentrice, per "portare i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce" (1Pt 2,24).

(Catechismo della Chiesa Cattolica 612)
 

 

Meditazione

 

Sono io, [dice Gesù], e atterra gli empi. Che cosa farà quando verrà a giudicare, colui che ha fatto questo quando doveva essere giudicato? Quale sarà la sua potenza quando verrà per regnare, se era tanta quando stava per morire? Anche adesso, per mezzo del Vangelo, Cristo fa sentire ovunque la sua voce. E' certo i persecutori andarono, guidati dal traditore, per arrestare Gesù; trovarono colui che cercavano e udirono la sua voce: Sono io: perché non lo presero, ma indietreggiarono e caddero in terra, se non perché così volle colui che poteva tutto ciò che voleva? Ma in verità, se egli non si fosse mai lasciato prendere, essi certamente non avrebbero potuto compiere ciò per cui erano andati, ma nemmeno lui avrebbe potuto effettuare ciò per cui era venuto. Essi lo cercavano, nella loro crudeltà, per metterlo a morte; egli cercava noi per salvarci con la sua morte. Egli ha dato una prova della sua potenza a coloro che invano hanno tentato di arrestarlo; lo prendano ormai, affinché egli possa compiere la sua volontà per mezzo di essi che lo ignorano.


(Sant'Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia 112)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che uniti alla Madre Addolorata ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nel fratelli.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero del dolore
Gesù è flagellato
 

  

La Parola del Signore  
 

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

(Mt 27, 24-26)

 
 

La Fede della Chiesa

 

Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato "riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi" (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato "ai pagani" perché fosse "schernito e flagellato e crocifisso" (Mt 20,19).

La morte violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di Pentecoste: "Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio" (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno "consegnato" Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio.
 

 
(Catechismo della Chiesa Cattolica 572, 599)

 

 

Meditazione

 

Così si adempiva ciò che Cristo aveva predetto di se stesso, insegnando ai martiri a sopportare tutto ciò che ai persecutori fosse piaciuto di far loro subire. Occultando per breve tempo la sua tremenda maestà, voleva anzitutto proporre alla nostra imitazione un grande esempio di pazienza; il suo regno che non era di questo mondo, vinceva così il mondo superbo, non con sanguinose lotte, ma con l'umiltà della pazienza; questo grano, che doveva moltiplicarsi, veniva seminato in mezzo a così orribili oltraggi, per germogliare mirabilmente nella gloria.

(Sant’Agostino, Omelia 116,1)

 

   

Preghiamo

 

O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero del dolore
Gesù è coronato di spine
 

    
La Parola del Signore

 

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

(Mc 15, 17-20)


 

La Fede della Chiesa

 

La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’”Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l’uomo in comunione con Dio riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).

Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore,  offre la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza.
 

(Catechismo della Chiesa Cattolica 613, 614)

  
 

Meditazione

 

Che male fu per il Cristo l'essere messo a morte? Malvagi furono certo quelli che vollero compiere il male; ma niente di male capitò a colui che essi tormentavano. Venne uccisa una carne mortale, ma con la morte venne uccisa la morte, e a noi venne offerta una testimonianza di pazienza e presentata una prova anticipata, come un modello, della nostra resurrezione. Quanti e quali benefici derivarono al giusto attraverso il male compiuto dall'ingiusto! Questa è la grandezza di Dio: essere autore del bene che tu fai e saper ricavare il bene anche dal tuo male. Non stupirti, dunque, se Dio permette il male. Lo permette per un suo giudizio; lo permette entro una certa misura, numero e peso. Presso di lui non c'è ingiustizia. Quanto a te, vedi di appartenere soltanto a lui, riponi in lui la tua speranza; sia lui il tuo soccorso, la tua salvezza; in lui sia il tuo luogo sicuro, la torre della tua fortezza. Sia lui il tuo rifugio, e vedrai che non permetterà che tu venga tentato oltre le tue capacità (cf. 1 Cor 10, 13); anzi, con la tentazione ti darà il mezzo per uscire vittorioso dalla prova.
 

(Sant’Agostino,  Esposizione dei Salmi, in Ps. 61, 22)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un unico martirio, fa’ che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti sempre più i frutti della redenzione.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero del dolore
Gesù sale al Calvario
 

  
La Parola del Signore

 

Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

(Gv 19, 13-19)

 
 

La Fede della Chiesa

 

“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione “, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità” . Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 615)

  
 

Meditazione

 

In due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come fossero nostri. Chi soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta la croce del Signore. Ma si sappia bene: vi sono alcuni uomini che domano con gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo per futile vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non in modo spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù, ma piuttosto vizio, per la loro esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che portino la croce del Signore, ma essi non seguono il Signore. Per questo la Verità dice rettamente: «Chi non porta la mia croce e mi segue, non può essere mio discepolo». Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa rinunciare completamente ai piaceri carnali e avere compassione del prossimo per vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con fine umano, porta la croce, ma non segue il Signore.


(San Gregorio Magno, Predica per la festa di un santo martire)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai piedi della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero del dolore
Gesù muore sulla croce
 

   
La Parola del Signore

 

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».  Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

(Gv 19, 25-30)

   
 

La Fede della Chiesa

 

E' l'amore "sino alla fine" (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita. "L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti" (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti.

La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione" insegna il Concilio di Trento sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come "causa di salvezza eterna" (Eb 5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: "O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza" [Inno Vexilla Regis].


(Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617)

    

 

Meditazione

 

E’ dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva. Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: « ossa delle mie ossa, carne della mia carne » (Gn 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.

Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.


(Dalle «Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo;

Catech. 3,13-19; SC 50,174-177)

 

 

Preghiamo

 

Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa’ che sorretta dal suo amore, la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.   

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della gloria
La risurrezione di Gesù

 

    
La Parola del Signore

 

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?». Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».

(Mc 16, 1-7)
 

 

La Fede della Chiesa

 

"Noi vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù" (At 13,32-33). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale insieme con la croce: Cristo è risuscitato dai morti. Con la sua morte ha vinto la morte, Ai morti ha dato la vita [Liturgia bizantina, Tropario di Pasqua].

Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: "Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici" (1Cor 15,3-4).

(Catechismo della Chiesa Cattolica 638, 639)

  

 

Meditazione

 

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, « al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen ». (Gal 1,5 ecc.).

Egli è la Pasqua della nostra salvezza.

Egli è colui che prese su di se le sofferenze di tutti.

Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.

Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnello senza macchia.

Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.

Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.


(Dall'
«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo; 66-67; SC 123,95-101)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di rinascere nella luce del Signore risorto per godere la gioia della vita senza fine.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della gloria
L'ascensione del Signore

 

  

La Parola del Signore

 

Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

(At 1, 8-11)

 

La Fede della Chiesa

 

L'Ascensione di Cristo segna l'entrata definitiva dell'umanità di Gesù nel dominio celeste di Dio da dove ritornerà, ma che nel frattempo lo cela agli occhi degli uomini.

Gesù Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel Regno glorioso del Padre perché noi, membra del suo Corpo, viviamo nella speranza di essere un giorno eternamente con lui.

Gesù Cristo, essendo entrato una volta per tutte nel santuario del cielo, intercede incessantemente per noi come il mediatore che ci assicura la perenne effusione dello Spirito Santo.
 

(Catechismo della Chiesa Cattolica 665, 666, 667)

 
 

Meditazione


Quaranta giorni dopo la risurrezione, elevandosi al cielo sotto lo sguardo dei discepoli, pose termine alla sua presenza corporale per restare alla destra del Padre fino a quando si compiranno i tempi divinamente stabiliti per moltiplicare i figli della Chiesa: allora egli verrà per giudicare i vivi e i morti in quella stessa carne nella quale ascese.

Esultiamo con spirituale gaudio; rallegriamoci nel presentare a Dio un degno ringraziamento, solleviamo liberamente gli occhi della mente a quell’altezza nella quale Cristo si trova. I desideri terreni non aggravino più gli animi invitati all’alto: gli eletti alle cose eterne non si lascino preoccupare da ciò che perirà. Chi si è inoltrato nella via della verità, non si lasci trattenere da ingannevoli attrattive. I fedeli passino per queste realtà temporali nella consapevolezza di essere pellegrini in questa valle del mondo, ove, se sono forniti di alcune comodità, non devono con sfrenatezza abbracciarle, ma costantemente superarle.
 

(S. Leone Magno, Commento al Vangelo dell’Ascensione; dal Discorso 74, 2-5)

 

 

Preghiamo

 

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Signore, poiché in Cristo asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te e noi, membra del Suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere il nostro Capo nella gloria.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della gloria
La Pentecoste

 

  

La Parola del Signore

 

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.  Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

 (At 2,1-4)

   
 

La Fede della Chiesa

 

Il giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di Cristo si compie nell'effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a profusione lo Spirito.

In questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell'umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli "ultimi tempi", il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto: Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati [Liturgia bizantina, Tropario dei Vespri di Pentecoste, ripreso nelle Liturgie eucaristiche dopo la Comunione].


(Catechismo della Chiesa Cattolica 731, 732)

   
 

Meditazione


Il Signore concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).

E’ questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli  ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paraclito per renderci graditi a Dio. Infatti come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto.

Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte.


[Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
(Lib. 3, 17, 1-3; SC 34, 302-306]

   
 

Preghiamo

 

O Padre, che hai effuso i doni del tuo Spirito sulla beata Vergine orante con gli Apostoli nel Cenacolo, fa’ che perseveriamo unanimi in preghiera con Maria nostra Madre per portare al mondo, con la forza dello Spirito, il lieto annunzio della salvezza.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della gloria
L'assunzione di Maria

 

  

La Parola del Signore

 

«L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,  come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

(Lc 1,46-55)

  
 

La Fede della Chiesa


...L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte. L'assunzione della santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un'anticipazione della risurrezione degli altri cristiani.

«Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che con le tue preghiere libererai le nostre anime dalla morte».[ Tropario della festa della dormizione della beata Vergine Maria].

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 966)

 
 

Meditazione


I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata.

San Giovanni Damasceno, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divin. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio». 

Dalla Costituzione Apostolica »Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
 (AAS 42 [1950]

 

 

Preghiamo

 

Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni per condividere la sua stessa gloria.

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della gloria
Maria è coronata regina del cielo e della terra

 

    
La Parola del Signore

 

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni….

(Ap 12, 1-5)

 
 

La Fede della Chiesa

 

«Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48). La pietà della Chiesa verso la santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano. La santa Vergine viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale. In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità. [...] Questo culto [...], sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove; esso trova la sua espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio  e nella preghiera mariana come il santo Rosario, compendio di tutto quanto il Vangelo.

La Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è l'immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino.


(Catechismo della Chiesa Cattolica 971, 972)
 

 

Meditazione  


 La santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua entrata nella dimora superna. Perciò quando era qui con il corpo, pregustava le primizie del regno futuro, ora innalzandosi fino a Dio, ora scendendo verso i fratelli mediante l’amore. Fu onorata dagli angeli e venerata dagli uomini. Le stava accanto Gabriele con gli angeli e le rendeva servizio, con gli apostoli, Giovanni, ben felice che a lui, vergine, fosse stata affidata presso la croce la Vergine Madre. Quelli erano lieti di vedere in lei la Regina, questi la Signora, e sia gli uni che gli altri la circondavano di pio e devoto affetto.


[Dalle «Omelie» di sant’Amedeo di Losanna, vescovo (Om. 7; SC 72)]

  
  

Preghiamo

 

O Dio che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli.  

 

Padre nostro

10 Ave Maria

Gloria

Gesù mio...

   

Salve Regina

 

Salve Regina, Madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo esuli figli di Eva,

a Te sospiriamo gementi e piangenti

in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra,

rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,

il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

 

Preghiere conclusive

  

Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio; non respingere le nostre suppliche e, nel momento della prova, liberaci da ogni pericolo, Vergine gloriosa e benedetta.

  

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato.

Animato da una tale confidenza a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo, e, peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.

Non volere, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma benigna ascoltale ed esaudiscile.

Amen.

(S. Bernardo di Chiaravalle) 

Corona Divina Misericordia

Intenzioni…

Gesù, confido in Te!

Gesù, Tu sei appena morto e già una sorgente di vita è sgorgata per le anime.
O sorgente di vita, incomprensibile misericordia di Dio, avvolgi il mondo intero e riversati su di noi.

3 Volte
O
 Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,
confido in Te!

Padre Nostro … Ave Maria …

CREDO

Io credo in Dio Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la Santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen.

1) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,

… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.

2) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,

… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.

3) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,

… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.

4) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,

… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.

5) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,

… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.

3 Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale,
… abbi pietà di noi e del mondo intero.

Gesù Rè di Misericordia
confido in Te.

Preghiamo

Dio eterno, la cui Misericordia è infinita
e in cui il tesoro della compassione è inesauribile,
rivolgi a noi uno sguardo di bontà
e moltiplica in noi la Tua Misericordia,
affinché, nei momenti difficili,
non ci perdiamo d’animo e non smarriamo la speranza,
ma, con la massima fiducia,
ci sottomettiamo alla Tua Santa volontà,
la quale è Amore e Misericordia.
Amen.

7. Preghiera per ricevere incoraggiamento

Riempimi adesso, o Signore, con il Dono dello Spirito Santo
per portare la Tua Santissima Parola ai peccatori
che devo contribuire a salvare nel Tuo Nome.
Aiutami a ricoprirli, attraverso le mie preghiere,
con il Tuo Prezioso Sangue, così che possano essere attirati
al Tuo Sacro Cuore. Dammi il Dono dello Spirito Santo,
affinché queste povere anime possano gioire nel Tuo Nuovo Paradiso. 

Amen. 

Via Crucis

Rito iniziale


RITO INIZIALE

 

V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.

La Via della Croce è la via della vita. Essa è al centro del mistero della salvezza, del grande amore di Dio, il quale amandoci ha dato per noi il suo Figlio. Seguendo Cristo, percorriamo l'itinerario del dolore che sboccia in gioia, della crocifissione che prepara la risurrezione, della morte che si muta in vita. 

Percorriamo e meditiamo questo cammino di salvezza in comunione con la Chiesa, nella quale perennemente si rinnova il martirio del suo Capo e suo Sposo.

Breve pausa di silenzio

 

Preghiamo.

O Dio, che hai redento l’uomo col sangue prezioso del tuo Figlio unigenito concedi a tutti noi la sapienza della croce per celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio e gustare la dolcezza del tuo perdono. 

Per Cristo nostro Signore.

Amen.
  

Via Crucis
PRIMA STAZIONE


Gesù è condannato a morte


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 10-19

[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù] per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò:"Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?".  Ed essi di nuovo gridarono:"Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro:"Che male ha fatto?". Allora essi gridarono più forte:"Crocifiggilo!". E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo:"Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.



LA FEDE DELLA CHIESA


"Il Mistero pasquale della croce e della Risurrezione di Cristo è al centro della Buona Novella che gli Apostoli, e la Chiesa dopo di loro, devono annunziare al mondo. Il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del Figlio suo Gesù Cristo.

La Chiesa resta fedele all' “interpretazione di tutte le Scritture” data da Gesù stesso sia prima, sia dopo la sua Pasqua: “Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” (Lc 24,26-27; Lc 24,44-45). Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato “riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi” (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato “ai pagani” perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20,19)".

[Catechismo della Chiesa Cattolica 571-572]



MEDITAZIONE


La sentenza di Pilato fu emessa sotto la pressione dei sacerdoti e della folla. La condanna a morte per crocifissione avrebbe dovuto soddisfare le loro passioni ed essere la risposta al grido: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!" (Mc 15, 13-14 ecc.). Il pretore romano pensò di sottrarsi alla sentenza lavandosi le mani, come si era disimpegnato prima dalle parole del Cristo che aveva identificato il suo regno con la verità, con la testimonianza alla verità (Gv 18, 38). Nell'uno e nell'altro caso Pilato cercava di  conservare l'indipendenza, di restare in qualche modo "in disparte". Ma erano solo apparenze. La Croce alla quale fu condannato Gesù di Nazaret (Gv 19, 16), come pure la sua verità del regno (Gv 18, 36-37), dovevano toccare la profondità dell'anima del pretore romano. Questa fu ed è una realtà di fronte alla quale non si può restare in disparte o al margine. Il fatto che Gesù , Figlio di Dio, sia stato interrogato sul suo regno, che per questo sia stato giudicato dall'uomo e condannato a morte, costituisce il principio di quella testimonianza finale di Dio che tanto ha amato il mondo. Noi ci troviamo di fronte a questa testimonianza e sappiamo che non ci è lecito lavarci le mani.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Dio, Padre nostro, effondi sempre più largamente in noi i benefici della tua redenzione e donaci di condividere la passione di Cristo per aver parte, un giorno, alla sua gloria di vincitore risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Stabat Mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
 

Via Crucis
SECONDA STAZIONE


Gesù è caricato della Croce


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 12-16


Pilato cercava di liberare  [Gesù]; ma i Giudei gridarono:"Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare". Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.  Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei:
"Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono:"Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato:"Metterò in croce il vostro re?". Risposero i sommi sacerdoti:"Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.



LA FEDE DELLA CHIESA


Tra le autorità religiose di Gerusalemme non ci sono stati solamente il fariseo Nicodemo o il notabile Giuseppe di Arimatea ad essere, di nascosto, discepoli di Gesù, ma a proposito di lui sono sorti dissensi per lungo tempo al punto che alla vigilia stessa della sua passione, san Giovanni può dire di essi che “molti credettero in lui” anche se in maniera assai imperfetta (Gv 12,42). La cosa non ha nulla di sorprendente se si tiene presente che all'indomani della Pentecoste “un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede” (At 6,7) e che “alcuni della setta dei farisei erano diventati credenti” (At 15,5) al punto che san Giacomo può dire a san Paolo che “parecchie migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla Legge” (At 21,20).

Le autorità religiose di Gerusalemme non sono state unanimi nella condotta da tenere nei riguardi di Gesù. I farisei hanno minacciato di scomunica coloro che lo avrebbero seguito. A coloro che temevano che tutti avrebbero creduto in lui e i Romani sarebbero venuti e avrebbero distrutto il loro Luogo santo e la loro nazione il sommo sacerdote Caifa propose profetizzando: È “meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera” (Gv 11,49-50). Il Sinedrio, avendo dichiarato Gesù “reo di morte” (6,66) in quanto bestemmiatore, ma avendo perduto il diritto di mettere a morte, consegna Gesù ai Romani accusandolo di rivolta politica, cosa che lo metterà alla pari con Barabba accusato di “sommossa” (Lc 23,19). Sono anche minacce politiche quelle che i sommi sacerdoti esercitano su Pilato perché egli condanni a morte Gesù.

Catechismo della Chiesa Cattolica  595-596



MEDITAZIONE


Ha inizio l'esecuzione, cioè l'attuazione della sentenza. Cristo condannato a morte deve essere caricato della Croce come gli altri due condannati che devono subire la stessa pena:" fu annoverato tra i malfattori" (Is 53, 12). Cristo s'avvicina alla Croce avendo tutto il corpo terribilmente straziato e contuso, col sangue che gli scorre sul volto dal capo coronato di spine. Ecce Homo! (Gv 19, 5). È in Lui tutta la verità del Figlio dell'uomo predetta dai profeti, la verità sul servo di Jahvé annunciata da Isaia: "Fu piagato per le nostre iniquità ... le sue piaghe ci hanno guariti" (Is 53, 5). È in Lui anche presente una certa conseguenza, che suscita stupore, di ciò che l'uomo ha fatto col suo Dio. Pilato dice: "Ecce Homo" (Gv 19, 5): "Guardate ciò che avete fatto di quest'uomo!". In questa affermazione sembra parlare un'altra voce, che pare voler dire: "Guardate cosa avete fatto in quest'uomo col vostro Dio!". È commovente l'avvicinamento, l'interferenza di questa voce che sentiamo attraverso la storia con ciò che giunge a noi mediante la consapevolezza della fede. Ecce Homo! Gesù "chiamato Messia" (Mt 27, 17) prende la Croce sulle sue spalle (Gv 19, 17). L'esecuzione è iniziata.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Dio, donaci spirito di carità e di pace perché l'offerta della vita, compiuta da Cristo a salvezza del mondo, si prolunghi nella memoria e nell'amore fraterno dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransivit gladius.

 

Via Crucis
TERZA STAZIONE


Gesù cade per la prima volta


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-8

…Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo.



LA FEDE DELLA CHIESA


"Tenendo conto della complessità storica del processo di Gesù espressa nei racconti evangelici, e quale possa essere il peccato personale dei protagonisti del processo (Giuda, il Sinedrio, Pilato), che Dio solo conosce, non si può attribuirne la responsabilità all'insieme degli Ebrei di Gerusalemme, malgrado le grida di una folla manipolata e i rimproveri collettivi contenuti negli appelli alla conversione dopo la Pentecoste. Gesù stesso perdonando sulla croce  e Pietro sul suo esempio, hanno riconosciuto l' “ignoranza” (At 3,17) degli Ebrei di Gerusalemme ed anche dei loro capi. Ancor meno si può, a partire dal grido del popolo: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli” (Mt 27,25) che è una formula di ratificazione, estendere la responsabilità agli altri Ebrei nel tempo e nello spazio. Molto bene la Chiesa ha dichiarato nel Concilio Vaticano II: “Quanto è stato commesso durante la Passione non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo. . . Gli Ebrei non devono essere presentati né come rigettati da Dio, né come maledetti, come se ciò scaturisse dalla Sacra Scrittura” [NA 4]. Tutti i peccatori furono gli autori della Passione di Cristo"

Catechismo della Chiesa Cattolica 597



MEDITAZIONE


Gesù cade sotto la Croce. Cade per terra. Non ricorre alle sue forze sovrumane, non ricorre alla potenza degli angeli. "Credi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?" (Mt 26, 53). Non chiede questo. Avendo accettato il calice dalle mani del Padre (Mc 14, 36 ecc.), vuole berlo fino in fondo. Vuole proprio questo. E perciò non pensa ad alcuna forza sovrumana, benché esse siano a sua disposizione. Possono provare dolorosa meraviglia coloro che l'avevano visto quando comandava alle umane infermità , alle mutilazioni, alle  malattie, alla morte stessa. Ed ora? Nega Lui tutto questo? Eppure "noi  speravamo" , diranno qualche giorno dopo i discepoli di Emmaus  "Se tu sei il Figlio di Dio..." (Mt 27, 40), lo provocheranno i membri del Sinedrio: "Ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso" (Mc 15, 31; Mt 27, 42), griderà la folla. E Lui accetta queste frasi provocatorie, che sembrano annullare tutto il senso della sua missione, dei discorsi pronunciati, dei miracoli fatti. Accetta tutte queste parole, ha deciso di non opporsi. Vuole essere oltraggiato. Vuole vacillare. Vuole cadere sotto la Croce. Vuole. È fedele fino alla fine, fino nei minimi particolari a questa affermazione: "Non si faccia quello che io voglio, ma quello che vuoi Tu" (cf. Mc 14, 36 ecc.). Dio trarrà la salvezza dell'umanità dalle cadute di Cristo sotto la Croce. 

    Giovanni Paolo II




PREGHIAMO


Guarda, Dio onnipotente l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale e fa che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio. 

Egli vive e regna per i secoli eterni. Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater Unigeniti!
 

Via Crucis
QUARTA STAZIONE

Gesù incontra sua Madre


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35. 51
Simeone parlò a Maria, sua madre:
"Egli è qui per la rovina
e la risurrezione di molti in Israele,
segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori.
E anche a te una spada trafiggerà l'anima" ...
Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.



LA FEDE DELLA CHIESA


"La Chiesa, nel magistero della sua fede e nella testimonianza dei suoi santi, non ha mai dimenticato che “ogni singolo peccatore è realmente causa e strumento delle sofferenze” del divino Redentore [Catechismo Romano, 1, 5, 11;]. Tenendo conto del fatto che i nostri peccati offendono Cristo stesso, la Chiesa non esita ad imputare ai cristiani la responsabilità più grave nel supplizio di Gesù, responsabilità che troppo spesso essi hanno fatto ricadere unicamente sugli Ebrei:

È chiaro che più gravemente colpevoli sono coloro che più spesso ricadono nel peccato. Se infatti le nostre colpe hanno tratto Cristo al supplizio della croce, coloro che si immergono nell'iniquità crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono con un delitto ben più grave in loro che non negli Ebrei. Questi infatti - afferma san Paolo non avrebbero crocifisso Gesù se lo avessero conosciuto come re divino. Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici.

E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati [San Francesco d'Assisi, Admonitio, 5, 3]".

Catechismo della Chiesa Cattolica 598



MEDITAZIONE


La Madre. 

Maria incontra il Figlio sulla via della Croce. La croce di Lui diventa la  croce di Lei, l'umiliazione di Lui è la sua, l'obbrobrio pubblico diviene quello di Lei. E' l'umano ordine delle cose. Così lo debbono sentire coloro che la circondano e così lo coglie il suo cuore: "...A te pure una spada trapasserà l'anima" (Lc 2, 35). Le parole dette quando Gesù aveva quaranta giorni si adempiono in questo momento. Esse  raggiungono ora la pienezza totale. E Maria va, trafitta da questa invisibile spada, verso il Calvario di suo Figlio, verso il proprio Calvario. La devozione cristiana la vede con questa spada nel cuore e così la dipinge e scolpisce. Madre dolorosa!

"O Tu che hai compatito con Lui!" , ripetono i fedeli, consapevoli nell'intimo proprio così si deve esprimere il mistero di questa sofferenza. Benché questo dolore le appartenga e la tocchi nella stessa profondità della sua maternità, tuttavia la verità piena di questa sofferenza viene espressa con la parola compassione. Ella appartiene allo stesso mistero: esprime in qualche modo l'unità con la sofferenza del Figlio.

Giovanni Paolo II




PREGHIAMO


O Signore nel devoto ricordo della Beata Vergine Maria, data a noi come madre dolcissima presso la croce di Gesù tuo Figlio, aiutaci a completare in noi per la, Santa Chiesa, ciò che manca alla passione di Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna per i secoli eterni.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Quæ mærebat et dolebat
pia mater, cum videbat
Nati pœnas incliti.

 

Via Crucis
QUINTA STAZIONE


Gesù è aiutato dal Cireneo
a portare la Croce


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 21-22
Allora costrinsero un tale che passava,
un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna,
padre di Alessandro e Rufo,
a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota,
che significa luogo del cranio.



LA FEDE DELLA CHIESA


"La morte violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di Pentecoste: “Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio” (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno “consegnato” Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio.

Tutti i momenti del tempo sono presenti a Dio nella loro attualità. Egli stabilì dunque il suo disegno eterno di “predestinazione” includendovi la risposta libera di ogni uomo alla sua grazia: “Davvero in questa città si radunarono insieme contro il tuo santo servo Gesù, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d'Israele per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse” (At 4,27-28). Dio ha permesso gli atti derivati dal loro accecamento al fine di compiere il suo disegno di salvezza."

Catechismo della Chiesa Cattolica 599



MEDITAZIONE


Simone di Cirene, chiamato a portare la Croce, certamente non la voleva portare. E' stato quindi costretto. Egli camminava accanto al Cristo sotto lo stesso peso. Gli prestava le sue spalle quando le spalle del condannato sembravano troppo deboli. Gli era vicino: più vicino di Maria, più vicino di Giovanni, il quale, anche se uomo, non è stato chiamato per aiutarlo. Hanno chiamato lui, Simone di Cirene, padre di Alessandro e Rufo, come riporta il vangelo di Marco (Mc 15, 21). L'hanno chiamato, l'hanno costretto. Quanto è durata questa costrizione? Per quanto tempo gli ha camminato accanto, mostrando che niente lo univa al condannato, alla sua colpa, alla sua pena? Per quanto tempo è andato così,   interiormente diviso, con una barriera di indifferenza verso l'Uomo che soffriva? "Ero nudo, ebbi sete, ero carcerato, ho portato la Croce..." e: l'hai portata con me?... davvero fino alla fine l'hai portata con me? Non si sa. San Marco riporta solo il nome dei figli del Cireneo e la tradizione sostiene che  appartenevano alla comunità dei cristiani vicina a san Pietro.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


Scenda su noi largamente, o Dio, la tua benedizione; nei misteri della passione redentrice, donaci di aprire il cuore alla salvezza conquistata da Cristo, nostro Signore e nostro Dio.
Egli vive e regna per i secoli eterni.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
 

Via Crucis
SESTA STAZIONE


La Veronica asciuga il volto di Gesù


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.




PAROLA DI DIO


Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.



LA FEDE DELLA CHIESA


La libera offerta che Gesù fa di se stesso ha la sua più alta espressione nella Cena consumata con i Dodici Apostoli  nella “notte in cui veniva tradito” (1Cor 11,23). La vigilia della sua passione, Gesù, quand'era ancora libero, ha fatto di quest'ultima Cena con i suoi Apostoli il memoriale della volontaria offerta di sé al Padre  per la salvezza degli uomini: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” (Lc 22,19). “Questo è il mio Sangue dell'Alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26,28).

L'Eucaristia che egli istituisce in questo momento sarà il “memoriale” del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità” (Gv 17,19).

 Catechismo della Chiesa Cattolica 610, 611




MEDITAZIONE


La tradizione ci ha tramandato la Veronica. Forse essa completa la storia del Cireneo. Perché è certo che - benché,  essendo donna, non abbia fisicamente portato la Croce e non sia stata costretta a farlo - ella questa Croce con Gesù l'ha certamente portata: l'ha portata così come poteva, come in quel momento era possibile farlo e come le dettava il cuore, ed ha asciugato il suo Volto. Questo particolare, riferito dalla tradizione, sembra anche facile da spiegare: sulla pezzuola con la quale gli ha asciugato il Volto, sono rimaste impresse le sembianze di Cristo. Proprio perché era tutto insanguinato e sudato poteva lasciare tracce e contorni. Però il senso di questo particolare può anche essere interpretato diversamente, se lo si considera alla luce del discorso escatologico di Cristo. Sono molti indubbiamente coloro che domanderanno: "Signore, quando mai abbiamo fatto questo?". E Gesù risponderà : "Tutto ciò che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me" (cf. Mt 25, 37-40). Il Salvatore infatti imprime la sua somiglianza su ogni atto di carità , come sul lino della Veronica.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Dio, tra le opere più mirabili è la rigenerazione dell'uomo; rendi vana l'azione del tentatore e spezza le catene mortali del peccato perché sia distrutta l'invidia che ci ha perduto e vinca l'amore che ci ha salvato.

Per Cristo nostro Signore.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
 

Via Crucis
SETTIMA STAZIONE


Gesù cade per la seconda volta


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal libro delle Lamentazioni. 3, 1-2. 9. 16


Io sono l'uomo che ha provato la miseria
sotto la sferza della sua ira.
Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce...
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri...
Mi ha spezzato con la sabbia i denti,
mi ha steso nella polvere.



LA FEDE DELLA CHIESA


"Il disegno divino di salvezza attraverso la messa a morte del Servo, il Giusto, era stato anticipatamente annunziato nelle Scritture come un mistero di redenzione universale, cioè di riscatto che libera gli uomini dalla schiavitù del peccato. San Paolo professa, in una confessione di fede che egli dice di avere “ricevuto”, che “Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture ” (1Cor 15,3). La morte redentrice di Gesù compie in particolare la profezia del Servo sofferente. Gesù stesso ha presentato il senso della sua vita e della sua morte alla luce del Servo sofferente. Dopo la Risurrezione, egli ha dato questa interpretazione delle Scritture ai discepoli di Emmaus, poi agli stessi Apostoli.

San Pietro può, di conseguenza, formulare così la fede apostolica nel disegno divino della salvezza: “Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato, già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi” (1Pt 1,18-20). I peccati degli uomini, conseguenti al peccato originale, sono sanzionati dalla morte. Inviando il suo proprio Figlio nella condizione di servo, quella di una umanità decaduta e votata alla morte a causa del peccato, “colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21)".

Catechismo della Chiesa Cattolica 601-602



MEDITAZIONE


"Io sono un verme e non un uomo, ludibrio a tutti, scherno della plebe" (Sal 22, 7): le parole del profeta salmista trovano la loro piena realizzazione in queste strette, ardue stradine di Gerusalemme, durante le ultime ore che precedono la Pasqua. E si sa che queste ore, prima della festa, sono snervanti e che le strade sono affollate. E in tale contesto che si verificano le parole del salmista, anche se nessuno ci pensa. Non si rendono certamente conto di questo coloro che dimostrano disprezzo, per i quali questo Gesù di Nazaret che cade per la seconda volta sotto la Croce è diventato oggetto di ludibrio. E Lui lo vuole, vuole che si compia la profezia. Cade, quindi, esausto a causa dello sforzo. Cade per volontà del Padre, volontà pure espressa nelle parole del Profeta. Cade per volontà propria, perché: "come si adempirebbero le Scritture?" (Mt 26, 54): "Io sono un verme e non un uomo" (Sal 22, 7), quindi neppure "Ecce Homo" (Gv 19, 5), ancor meno, ancor peggio. Il verme striscia attaccato alla terra; l'uomo, invece, come re delle creature, vi cammina sopra. Il verme rode anche il legno: come il verme, il rimorso del peccato rode la coscienza dell'uomo. Rimorso per la seconda caduta.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Misericordioso  ed eterno Iddio, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente l'insegnamento della sua passione per partecipare alla gloria della risurrezione. 
Egli vive e regna per i secoli eterni.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Pro peccatis suæ gentis
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.
 

Via Crucis
OTTAVA STAZIONE


Gesù incontra le donne di Gerusalemme


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31

Gesù , voltandosi verso le donne, disse:
"Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili e i grembi che non hanno generato
e le mammelle che non hanno allattato.
Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
Perché se trattano così il legno verde,
che avverrà del legno secco?".



LA FEDE DELLA CHIESA


Gesù non ha conosciuto la riprovazione come se egli stesso avesse peccato. Ma nell'amore redentore che sempre lo univa al Padre, egli ci ha assunto nella nostra separazione da Dio a causa del peccato al punto da poter dire a nome nostro sulla croce: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34; 603  Sal 22,2). Avendolo reso così solidale con noi peccatori, “Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi” (Rm 8,32) affinché noi fossimo “riconciliati con lui per mezzo della morte del Figlio suo” (Rm 5,10).

Nel consegnare suo Figlio per i nostri peccati, Dio manifesta che il suo disegno su di noi è un disegno di amore benevolo che precede ogni merito da parte nostra. “In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10). “Dio dimostra il suo amore verso di noi, perché mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,8).

Questo amore è senza esclusioni; Gesù l'ha richiamato a conclusione della parabola della pecorella smarrita: “Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli” (Mt 18,14). Egli afferma di “dare la sua vita in riscatto per molti ” (Mt 20,28); quest'ultimo termine non è restrittivo: oppone l'insieme dell'umanità all'unica persona del Redentore che si consegna per salvarla. La Chiesa, seguendo gli Apostoli, insegna che Cristo è morto per tutti senza eccezioni: “Non vi è, non vi è stato, non vi sarà alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto” [Concilio di Quierzy (853)]

Catechismo della Chiesa Cattolica 603-605



MEDITAZIONE


Ecco la chiamata al pentimento, al vero pentimento, al rimpianto, nella verità del male commesso. Gesù dice alle figlie di Gerusalemme che piangono alla sua vista: "Non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli" (Lc 23, 28). Non si può restare alla superficie del male, bisogna arrivare alle sue radici, alle cause, alla verità della coscienza fino in fondo. Proprio questo vuole dire il Gesù che porta la Croce, che da sempre "conosceva ciò che sta nell'uomo" (cf. Gv 2, 25) e sempre lo conosce. Perciò Lui deve restare sempre il più vicino testimone dei nostri atti e dei giudizi che su di essi facciamo nella nostra coscienza. Forse ci fa persino comprendere che questi giudizi devono essere ponderati, ragionevoli, oggettivi - dice: "non piangere" -, ma nello stesso tempo legati con tutto ciò che questa verità contiene: ce ne avverte perché è Lui che porta la Croce. Ti chiedo, Signore, di saper vivere e camminare nella verità !

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


Signore, non chiudere la porta anche se ho fatto tardi. Non chiudere la porta: sono venuto a bussare. A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.
Tu che vivi e regni nei secoli eterni.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Tui nati vulnerati,
tam dignati pro me pati,
pœnas mecum divide.
 

Via Crucis
NONA STAZIONE


Gesù cade per la terza volta


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal libro delle Lamentazioni. 3, 27-32

È bene per l'uomo portare il giogo
fin dalla giovinezza.
Sieda costui solitario e resti in silenzio,
poiché egli glielo ha imposto;
cacci nella polvere la bocca,
forse c'è ancora speranza;
porga a chi lo percuote la sua guancia,
si sazi di umiliazioni.
Poiché il Signore non rigetta mai...
Ma, se affligge, avrà anche pietà
secondo la sua grande misericordia.



LA FEDE DELLA CHIESA


Tutta la vita di Cristo è offerta al Padre

Il Figlio di Dio “disceso dal cielo non per fare” la sua “volontà ma quella di colui che” l'ha “mandato” (Gv 6,38), “entrando nel mondo dice: . . Ecco, io vengo. . . per fare, o Dio, la tua volontà. . . Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” (Eb 10,5-10). Dal primo istante della sua Incarnazione, il Figlio abbraccia nella sua missione redentrice il disegno divino di salvezza: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Gv 4,34). Il sacrificio di Gesù “per i peccati di tutto il mondo” (1Gv 2,2) è l'espressione della sua comunione d'amore con il Padre: “Il Padre mi ama perché io offro la mia vita” (Gv 10,17). “Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” (Gv 14,31).

Questo desiderio di abbracciare il disegno di amore redentore del Padre suo anima tutta la vita di Gesù  perché la sua Passione redentrice è la ragion d'essere della sua Incarnazione: “Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora!” (Gv 12,27). “Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?” (Gv 18,11). E ancora sulla croce, prima che tutto sia compiuto, egli dice: “Ho sete” (Gv 19,28). 

Catechismo della Chiesa Cattolica 606, 607



MEDITAZIONE


"Umiliò se stesso ancor di più , facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di croce" (Fil 2, 8). Ogni stazione di questa Via è una pietra miliare di questa ubbidienza e di questo annientamento. La misura di questo annientamento la  cogliamo quando cominciamo a seguire le parole del profeta: "Il Signore ha posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti... Tutti noi andavamo, come pecore, errando, ciascuno deviava per la sua strada, ma il Signore ha posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti" (Is 53, 6). La misura di questo annientamento la concepiamo quando vediamo che Gesù cade ancora, per la terza volta, sotto la Croce. La cogliamo quando meditiamo chi è colui che cade, chi è colui che giace nella polvere della strada sotto la Croce, accanto ai piedi di gente nemica che non gli risparmia umiliazioni e oltraggi... Chi è colui che cade? Chi è Gesù Cristo? "Egli, pur possedendo la natura divina, non pensò di valersi della sua eguaglianza con Dio, ma preferì annientare se stesso,  prendendo la natura di schiavo e diventando simile agli uomini; e dopo che ebbe rivestito la natura umana, umiliò se stesso ancor di più, facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di croce" (Fil 2, 6-8).

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


Dio ricco di misericordia, dona a tutti i credenti la salvezza operata dalla passione redentrice e infrangi per il tuo amore infinito i vincoli dell'antica condanna in cui ricadiamo continuamente a motivo della nostra fragilità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Eia Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.
 

Via Crucis
DECIMA STAZIONE


Gesù è spogliato delle vesti


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 24

I soldati si divisero le sue vesti,
tirando a sorte su di esse
quello che ciascuno dovesse prendere.



LA FEDE DELLA CHIESA


La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini  per mezzo dell' “Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l'uomo in comunione con Dio riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).

Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita  al Padre suo nello Spirito Santo  per riparare la nostra disobbedienza.

“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione ”, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità”. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati. 

Catechismo della Chiesa Cattolica 613-615



MEDITAZIONE


Quando Gesù sta sul Golgota spogliato delle vesti, i nostri pensieri si rivolgono a sua Madre: ritornano indietro, all'origine di questo corpo, che già ora, prima della crocifissione,  è tutto una piaga. Il mistero dell'Incarnazione: il Figlio di Dio prende il suo corpo dal seno della Vergine. Il Figlio di Dio parla al Padre con le parole del salmo: "Non hai voluto né sacrificio, né offerte... ma tu mi hai formato un corpo" (Sal 40, 8. 7; Eb 10, 6. 5). Il corpo dell'uomo esprime la sua anima. Il corpo di Cristo esprime l'amore verso il Padre: "Allora ho detto: Eccomi, io vengo... per fare, o Dio, la tua volontà" (Sal 40, 9; Eb 10, 7). "Io faccio sempre quello che é di suo piacimento" (Gv 8, 29). Questo corpo spogliato compie la volontà del Figlio e quella del Padre con ogni piaga, con ogni brivido di dolore, con ogni muscolo strappato, con ogni rivolo di sangue che scorre, con tutta la stanchezza delle braccia, con le ammaccature del collo e delle spalle, con un terribile dolore alle tempie. Questo corpo compie la volontà del Padre quando è spogliato delle vesti e trattato come oggetto di supplizio, quando racchiude in sé l'immenso dolore dell'umanità profanata. Il corpo dell'uomo viene profanato in vari modi. In questa stazione dobbiamo pensare alla Madre di Cristo, perché sotto il suo cuore, nei suoi occhi, tra le sue mani il corpo del Figlio di Dio ha ricevuto un'adorazione piena.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Dio, che hai redento l'uomo con il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito, a quelli che adorano la croce, concedi la liberazione dal peccato e la vita eterna che dalla stessa croce è per noi scaturita.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.

 

Via Crucis
UNDICESIMA STAZIONE


Gesù è inchiodato sulla Croce


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 25-27
Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:
"Il re dei Giudei".
Con lui crocifissero anche due ladroni,
uno alla sua destra e uno alla sinistra.



LA FEDE DELLA CHIESA


La croce è l'unico sacrificio di Cristo, che è il solo “mediatore tra Dio e gli uomini” (1Tm 2,5). Ma, poiché nella sua Persona divina incarnata, “si è unito in certo modo ad ogni uomo”, [GS 22] egli offre “a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero pasquale” [GS 22]. Egli chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo, poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme. Infatti egli vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari. Ciò si compie in maniera eminente per sua Madre, associata più intimamente di qualsiasi altro al mistero della sua sofferenza redentrice.

Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo [Santa Rosa da Lima; cf P. Hansen, Vita mirabilis, Louvain 1668].

 Catechismo della Chiesa Cattolica 618



MEDITAZIONE


"Mi hanno traforato mani e piedi, posso contare tutte le mie ossa" (Sal 22, 17-18). "Posso contare..." : che parole profetiche! Eppure si sa che questo corpo è un riscatto. Un grande riscatto è tutto questo corpo: le mani, i piedi, ed ogni osso. Tutto l'Uomo in massima tensione: scheletro, muscoli, sistema nervoso, ogni organo, ogni cellula, tutto è in massima tensione. "Io, quando sarò stato innalzato da terra, trarrò a me tutti gli uomini" (Gv 12, 32). Ecco le parole che esprimono la piena realtà della  crocifissione. Fa parte di essa anche questa terribile tensione che penetra le mani, i piedi e tutte le ossa: terribile tensione del corpo tutto intero, che, inchiodato come un oggetto alle travi della Croce, sta per essere annientato fino alla fine nelle convulsioni della morte. E nella stessa realtà della crocifissione entra tutto il mondo che Gesù vuole attirare a sé. Il mondo è sottoposto alla gravitazione del corpo che tende per inerzia verso il basso. Proprio in questa gravitazione sta la passione del Crocifisso. "Voi siete di quaggiù , io sono di lassù" (Gv 8, 23). Le sue parole dalla Croce sono: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23, 34).

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Salvatore, sacerdote tu sei divenuto vittima; Redentore nostro ti sei fatto nostro prezzo: custodisci da tutti i mali coloro che tu hai redento. 

Tu che vivi e regni per i secoli eterni.  Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Sancta Mater, istud agas,

Crucifixi fige plagas,
cordi meo valide.

 

Via Crucis
DODICESIMA STAZIONE


Gesù muore sulla Croce


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 33-34. 37. 39

Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra,
fino alle tre del pomeriggio.
Alle tre Gesù gridò con voce forte:
Eloì , Eloì , lema sabactà ni?,
che significa:
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?...
Ed egli, dando un forte grido, spirò ...
Allora il centurione che gli stava di fronte,
vistolo spirare in quel modo, disse:
"Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!".



LA FEDE DELLA CHIESA


È l'amore “sino alla fine” (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita. “L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti” (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti .

  La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento [Denz. -Schönm., 1529] sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” (Eb 5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza” [Inno “Vexilla Regis”].

Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617



MEDITAZIONE


Ecco il più alto, il più sublime operare del Figlio in unione col Padre. Sì : in unione, nella più profonda unione, proprio quando grida: "Elì Elì, lamma sabacthà ni" , "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mc 15, 34; Mt 27, 46). Questo operare si esprime con la verticalità del corpo teso lungo la trave perpendicolare della Croce con l'orizzontalità delle braccia tese lungo il legno trasversale. L'uomo che guarda queste braccia può pensare che esse con lo sforzo abbracciano l'uomo e il mondo. Abbracciano. Ecco l'uomo. Ecco Dio stesso. "In Lui... noi viviamo, ci moviamo e siamo" (At 17, 28). In Lui: in queste braccia tese lungo la trave trasversale della Croce. Il mistero della Redenzione. Gesù inchiodato alla Croce, immobilizzato in questa terribile posizione, invoca il Padre. Tutte le sue invocazioni testimoniano che Egli è uno con Lui. "Io e il Padre siamo una sola cosa" (Gv 10, 30); "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14, 9); "Il Padre mio non ha mai lasciato di operare fino al presente ed io pure opero" (Gv 5, 17).

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


O Padre, che ci hai ridato la vita eterna nella pasqua del tuo Unigenito venuto a farsi condannare per nostro amore, rivolgi a lui i nostri cuori e la nostra vita perché sia mite con noi quando ci verrà a giudicare e ci unisca alla sua gloria di Salvatore risorto.
Egli vive e regna per i secoli eterni. 
Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Vidit suum dulcem Natum
morientem desolatum,
cum emisit spiritum.

 

Via Crucis
TREDICESIMA STAZIONE


Gesù è deposto dalla Croce


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.



PAROLA DI DIO


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 42-43. 46


Sopraggiunta ormai la sera,
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio,
che aspettava anche lui il Regno di Dio,
comprato un lenzuolo,
calò il corpo di Gesù giù dalla croce.



LA FEDE DELLA CHIESA


“Per la grazia di Dio, egli ”ha provato“ la morte a vantaggio di tutti” (Eb 2,9). Nel suo disegno di salvezza, Dio ha disposto che il Figlio suo non solamente morisse “per i nostri peccati” (1Cor 15,3) ma anche “provasse la morte”, ossia conoscesse lo stato di morte, lo stato di separazione tra la sua anima e il suo Corpo per il tempo compreso tra il momento in cui egli è spirato sulla croce e il momento in cui è risuscitato. Questo stato di Cristo morto è il Mistero del sepolcro e della discesa agli inferi. È il Mistero del Sabato Santo in cui Cristo deposto nel sepolcro  manifesta il grande riposo sabbatico di Dio  dopo il compimento della salvezza degli uomini che mette in pace l'universo intero.

La permanenza di Cristo nella tomba costituisce il legame reale tra lo stato di passibilità di Cristo prima della Pasqua e il suo stato attuale glorioso di risorto. È la medesima Persona del “Vivente” che può dire: “Io ero morto, ma ora vivo per sempre” (Ap 1,18).

"Questo è il mistero del disegno di Dio circa la morte e la risurrezione dai morti; se pure non ha impedito che la morte separasse l'anima dal corpo, come naturalmente avviene, li ha di nuovo ricongiunti l'uno all'altra con la Risurrezione, al fine di essere lui stesso, nella sua Persona, il punto d'incontro della morte e della vita arrestando in sé la decomposizione della natura causata dalla morte e divenendo lui stesso principio di riunione per le parti separate "[San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 16: PG 45, 52B]".

Catechismo della Chiesa Cattolica 624,625



MEDITAZIONE


Nel momento in cui il corpo di Gesù viene tolto dalla Croce ed è posto tra le braccia della Madre, torna innanzi ai nostri occhi il momento in cui Maria ha accettato il saluto dell'angelo Gabriele: "Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio, che chiamerai col nome di Gesù ... il Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre... e il suo regno non avrà mai fine" (Lc 1, 31-33). Maria ha detto solo: "che mi avvenga secondo la tua parola" (Lc 1, 38), come se fin d'allora avesse voluto  esprimere quanto sta vivendo in questo momento. Nel mistero della Redenzione si intrecciano la Grazia, cioè il dono di Dio stesso, e "il pagamento" del cuore umano. In questo mistero siamo arricchiti di un Dono dall'alto e nello stesso tempo siamo comprati dal riscatto del Figlio di Dio.  E Maria, che fu più di ogni altro arricchita di doni, paga anche di più . Col cuore. A questo mistero è unita la meravigliosa promessa formulata da Simeone durante la presentazione di Gesù nel tempio: "A te pure una spada trapasserà l'anima affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 35). Anche questo si compie. Quanti cuori umani si aprono davanti al cuore di questa Madre che ha tanto pagato! E Gesù è di nuovo tutto nelle sue braccia, come lo è stato nella stalla di Betlemme, durante la fuga in Egitto, a Nazaret. Pietà.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


Signore, che per la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza.

Per Cristo nostro Signore.  Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.



Fac me vere tecum flere,
Crucifixo condolere,
donec ego vixero.
 

Via Crucis
QUATTORDICESIMA STAZIONE


Gesù è deposto nel sepolcro


V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 46-47

Giuseppe d'Arimatea,
avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo,
lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso
contro l'entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Magdala
e Maria madre di Joses
stavano ad osservare dove veniva deposto.

 
 
LA FEDE DELLA CHIESA


La morte di Cristo è stata una vera morte in quanto ha messo fine alla sua esistenza umana terrena. Ma a causa dell'unione che la Persona del Figlio ha mantenuto con il suo Corpo, non si è trattato di uno spogliamento mortale come gli altri, perché “non era possibile che” la morte “lo tenesse in suo potere” [At 2,24] e perciò “la virtù divina ha preservato il Corpo di Cristo dalla corruzione” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 51, 3]. Di Cristo si può dire contemporaneamente: “Fu eliminato dalla terra dei viventi” (Is 53,8) e: “Il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione” (Sal 16,9-10). La Risurrezione di Gesù “il terzo giorno” (1Cor 15,4; Lc 24,46) ne era il segno, anche perché si credeva che la corruzione si manifestasse a partire dal quarto giorno. Il Battesimo, il cui segno originale e plenario è l'immersione, significa efficacemente la discesa nella tomba del cristiano che muore al peccato con Cristo in vista di una vita nuova: “Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4).

Catechismo della Chiesa Cattolica 627,628



MEDITAZIONE


Dal momento in cui l'uomo, a causa del peccato, è stato allontanato dall'albero della vita la terra è diventata un cimitero. Quanti uomini, tanti sepolcri. Un grande pianeta di tombe. Nei pressi del Calvario, vi era una tomba che apparteneva a Giuseppe d'Arimatea. In questa tomba, col consenso di Giuseppe, è stato posto il corpo di Gesù dopo la sua deposizione dalla Croce. Ve lo deposero in fretta, in modo che la cerimonia terminasse prima della festa di Pasqua, che aveva inizio al tramonto. Tra tutte le tombe sparse sui continenti del nostro pianeta, ce n'è una nella quale il Figlio di Dio, l'uomo Gesù Cristo, ha vinto la morte con la morte. "O mors! Ero mors tua!" (1 antif. Lodi Sabato Santo). L'albero della Vita, dal quale l'uomo a causa del peccato è stato respinto, si è rivelato nuovamente agli uomini nel corpo di Cristo. "Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo" (Gv 6, 51). Nonostante il nostro pianeta si ripopoli sempre di tombe, nonostante il cimitero nel quale l'uomo sorto dalla polvere ritorna in polvere cresca, tuttavia tutti gli uomini che guardano alla tomba di Gesù Cristo vivono nella speranza della Risurrezione.

Giovanni Paolo II



PREGHIAMO


Scenda, Signore, la tua benedizione su noi che abbiamo commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.

Per Cristo nostro Signore.  Amen.



Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.


Quando corpus morietur,
fac ut animæ donetur
paradisi gloria.
Amen.
 

7 Dolori di Maria

( INTENZIONI )

O Dio, vieni a salvarci,
Signore, vieni presto in nostro aiuto

Gloria, Lodato sempre sia …
o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

1° dolore:

Maria nel tempio ascolta la profezia di Simeone

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

2° dolore:

Maria fugge in Egitto per salvare Gesù

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

3° dolore:

Maria smarrisce e ritrova Gesù

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

4° dolore:

Maria incontra Gesù che porta la croce

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

5° dolore:

Maria è presente alla crocifissione e morte di Gesù

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

6° dolore:

Maria riceve sulle braccia Gesù deposto dalla croce

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

7° dolore:

Maria accompagna Gesù alla sepoltura

Padre nostro … Ave Maria …

Gloria, o Gesù mio perdona …

Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’

“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”

Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci

Salve Regina …

LITANIE DELL’ ADDOLORATA

Signore pietà Signore pietà
Cristo pietà Cristo pietà
Signore pietà Signore pietà
Cristo ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici. Cristo esaudiscici
Padre che sei nei cieli abbi pietà di noi
Figlio, redentore del mondo abbi pietà di noi
Spirito santo Paraclito abbi pietà di noi
Trinità santa, unico Dio abbi pietà di noi
Madre del Crocifisso prega per noi
Madre dal cuore trafitto prega per noi
Madre del Redentore prega per noi
Madre dei redenti prega per noi
Madre dei viventi prega per noi
Madre dei discepoli prega per noi
Vergine obbediente prega per noi
Vergine offerente prega per noi
Vergine fedele prega per noi
Vergine del silenzio prega per noi
Vergine del perdono prega per noi
Vergine dell’attesa prega per noi
Donna esule prega per noi
Donna forte prega per noi
Donna intrepida prega per noi
Donna del dolore prega per noi
Donna della nuova alleanza prega per noi
Donna della speranza prega per noi
Novella Eva prega per noi
Socia del Redentore prega per noi
Serva della riconciliazione prega per noi
Difesa degli innocenti prega per noi
Coraggio dei perseguitati prega per noi
Fortezza degli oppressi prega per noi
Speranza dei peccatori prega per noi
Consolazione degli afflitti prega per noi
Rifugio dei miseri prega per noi
Conforto degli esuli prega per noi
Sostegno dei deboli prega per noi
Sollievo degli infermi prega per noi
Regina dei martiri prega per noi
Gloria della Chiesa prega per noi
Vergine della Pasqua prega per noi

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi

Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo

Preghiamo:

O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.