Veglia Pasquale 2026
I Misteri del Rosario
Vi raccomandiamo di avere accanto a voi una candela benedetta accesa, un crocifisso benedettino e dell’acqua santa
Gesù perdonami, perché ho peccato.
O nostra Benedetta Madre della Salvezza,
Santi Pietro e Paolo,
San Giuseppe,
San Benedetto,
Santa Faustina,
Santo Papa Giovanni Paolo II,
Santo Padre Pio,
San Giovanni Evangelista,
Sant‘Agostino,
San Malachia,
Santa Teresa d‘Avila,
Santa Bernadette,
San Francesco e Santa Giacinta di Fatima,
San Domenico di Guzman,
San Michele e il nostro Angelo Custode,
e i Santi tutti in Paradiso, unitevi a me in queste preghiere ed intercedete per me e la mia famiglia. Amen.
“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. Amen.”
Preghiera da recitare prima del Rosario
O Regina del Santo Rosario, tu che ti degnasti di venire a Fatima per rivelare ai tre pastorelli i tesori della Grazia celati nel Rosario, ispira il nostro cuore a un amore sincero per questa devozione, affinché meditando sui Misteri della nostra redenzione che sono richiamati in esso, noi possiamo essere arricchiti dai suoi frutti per ottenere la pace nel mondo, la conversione dei peccatori, la conversione della Russia e le Grazie che ti chiediamo in questo Rosario: …. (Menzionare qui la vostra richiesta). noi chiediamo questo per la maggiore Gloria di Dio, per il Tuo stesso onore e per il bene delle anime, in particolare per le anime dei nostri cari. Amen.
Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome.Venga il Tuo Regno. Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro Pane quotidiano. E rimettia noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei Benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Sia Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.Come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
La
Parola
del Signore
L'angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo
della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si
chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o
piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole
ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un
tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché
hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio,
lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.... Allora Maria
disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di
te, su te stenderà la sua ombra la potenza
dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e
chiamato Figlio di Dio… nulla
è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto».
(Lc
1, 26-37)
La
Fede della
Chiesa
L’Annunciazione
a Maria inaugura la “pienezza del tempo” (Gal 4,4),
cioè il compimento delle promesse e delle preparazioni.
Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà
“corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col
2,9). La risposta divina al suo “Come è possibile? Non
conosco uomo” (Lc 1,34) è data mediante la potenza
dello Spirito: “Lo Spirito Santo scenderà su di te”
(Lc 1,35).
La
missione dello Spirito Santo è sempre congiunta e
ordinata a quella del Figlio. Lo Spirito Santo, che è
“Signore e dà la vita”, è mandato a santificare il
grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente,
facendo sì che ella concepisca il Figlio eterno del Padre
in un’umanità tratta dalla sua.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 484, 485)
Meditazione
Dalla
Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura,
dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la
nostra mortalità; e per pagare il debito, che gravava
sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita
alla nostra natura passibile. Tutto questo avvenne perché,
come era conveniente per la nostra salvezza, il solo e
unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù,
immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad
essa soggetto.
Vera, integra e perfetta fu la natura nella quale è nato Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità.
[Dalle
"Lettere" di san Leone Magno, papa
(Lett. 28 a Flaviano,
3-4; Pl. 54,763-767)]
Preghiamo
O Dio, che all’annunzio dell’Angelo hai voluto che il tuo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria: concedi al tuo popolo, che la onora come vera Madre di Dio, di godere sempre della sua intercessione presso di te.
La
Parola
del Signore
In
quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e
raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella
casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta
ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel
grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a
gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il
frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio
Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è
giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia
nel mio grembo. E beata colei che ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria
disse: «L'anima mia
magnifica il Signore
e il mio spirito esulta
in Dio, mio salvatore, perché ha
guardato l'umiltà della sua serva.
(Lc
1, 39-48)
La
Fede della
Chiesa
"Venne
un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni"
(Gv 1,6). Giovanni è "pieno di Spirito Santo fin dal
seno di sua madre" (Lc 1,15; Lc 1,41) per opera dello
stesso Cristo che la Vergine Maria aveva da poco concepito
per opera dello Spirito Santo. La "visitazione"
di Maria ad Elisabetta diventa così visita di Dio al suo
popolo.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 717)
Meditazione
«L’anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito
esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46). Con queste
parole Maria per prima cosa proclama i doni speciali a lei
concessi, poi enumera i benefici universali con i quali
Dio non cessò di provvedere al genere umano per
l’eternità.
Queste
parole, che stanno bene sulle labbra di tutte le anime
perfette, erano adatte soprattutto alla beata Madre di
Dio. Per un privilegio unico essa ardeva d’amore
spirituale per colui della cui concezione corporale ella
si rallegrava. A buon diritto ella poté esultare più di
tutti gli altri santi di gioia straordinaria in Gesù suo
salvatore. Sapeva infatti che l’autore eterno della
salvezza, sarebbe nato dalla sua carne, con una nascita
temporale e in quanto unica e medesima persona, sarebbe
stato nello stesso tempo suo figlio e suo Signore.
[Dalle
«Omelie» di san Beda il Venerabile, sacerdote
(Lib. 1,
4; CCL 122, 25-26, 30)]
Preghiamo
O
Dio, salvatore di tutti i popoli, che per mezzo della
beata Vergine Maria, arca della nuova alleanza, hai recato
alla casa di Elisabetta la salvezza e la gioia, fa’ che
docili allo Spirito Santo possiamo anche noi portare
Cristo ai fratelli e magnificare il tuo nome con inni di
lode e con la santità della vita.
La
Parola
del Signore
Ecco
come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria,
essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a
vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito
Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva
ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però
stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in
sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe,
figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua
sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo
Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai
Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi
peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò
che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco,
la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà
chiamato Emmanuele, che significa Dio
con noi.
(Mt
1, 18-24)
La
Fede della
Chiesa
L'angelo
ha annunziato ai pastori la nascita di Gesù come quella
del Messia promesso a Israele: "Oggi vi è nato nella
città di Davide un Salvatore che è il Cristo
Signore" (Lc 2,11). Fin da principio egli è
"colui che il Padre ha consacrato e mandato nel
mondo" (Gv 10,36), concepito come "santo"
(Lc 1,35) nel grembo verginale di Maria. Giuseppe è stato
chiamato da Dio a "prendere" con sé
"Maria" sua "sposa", incinta di
"quel che è generato in lei. . . dallo Spirito
Santo" (Mt 1,20), affinché Gesù, "chiamato
Cristo", nasca dalla sposa di Giuseppe nella
discendenza messianica di Davide (Mt 1,16).
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 437)
Meditazione
Il
nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci!
Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce
la vita, una vita che distrugge la paura della morte e
dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da
questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti
perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della
morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è
venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché
si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli
è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché
è chiamato alla vita.
Riconosci,
cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura
divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con
una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere
delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno
di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato
tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite
così illustre con un comportamento riprovevole e non
sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio.
Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il
sangue di Cristo.
[Dai
«Discorsi» di san Leone Magno, papa (dal Disc. 1 per il
Natale, 1-3)]
Preghiamo
O Dio, che hai mandato dal cielo il tuo Figlio, parola e pane di vita, nel grembo della santa Vergine; fa’ che sull’esempio di Maria accogliamo il tuo Verbo fatto uomo, nell’interiore ascolto delle Scritture e nella partecipazione sempre più viva ai misteri della salvezza.
La
Parola
del Signore
Quando
venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge
di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo
al Signore…come prescrive la Legge del Signore.
Ora
a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone; … lo
Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva
preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima
aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo
Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi
portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo
prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora
lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo
la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua
salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce
per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
Il
padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si
dicevano di lui.
(Lc
2, 22-33)
La
Fede della
Chiesa
La
Presentazione di Gesù al Tempio lo mostra come il
Primogenito che appartiene al Signore. In Simeone e Anna
è tutta l'attesa di Israele che viene all'Incontro con il
suo Salvatore (la tradizione bizantina chiama così questo
avvenimento). Gesù è riconosciuto come il Messia tanto a
lungo atteso, "luce delle genti" e "gloria
di Israele", ma anche come "segno di
contraddizione". La spada di dolore predetta a Maria
annunzia l'altra offerta, perfetta e unica, quella della
croce, la quale darà la salvezza "preparata da Dio
davanti a tutti i popoli".
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 529)
Meditazione
Noi
tutti che celebriamo e veneriamo con intima partecipazione
il mistero dell’incontro del Signore, corriamo e
muoviamoci insieme in fervore di spirito incontro a lui.
Nessuno se ne sottragga, nessuno si rifiuti di portare la
sua fiaccola. Accresciamo anzi lo splendore dei ceri per
significare il divino fulgore di lui che si sta
avvicinando e grazie al quale ogni cosa risplende, dopo
che l’abbondanza della luce eterna ha dissipato le
tenebre della caligine. Ma le nostre lampade esprimano
soprattutto la luminosità dell’anima, con la quale
dobbiamo andare incontro a Cristo.
Come infatti la madre di Dio e Vergine intatta portò sulle braccia la vera luce e si avvicinò a coloro che giacevano nelle tenebre, così anche noi, illuminati dal suo chiarore e stringendo tra le mani la luce che risplende dinanzi a tutti, dobbiamo affrettarci verso colui che è la vera luce. Tutti dunque, fratelli, siamone illuminati, tutti brilliamo. Nessuno resti escluso da questo splendore, nessuno si ostini a rimanere immerso nel buio. Ma avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui.
(Dai
« Discorsi » di san Sofronio, vescovo)
Preghiamo
O Padre, risplenda sempre la vergine Chiesa, sposa del Cristo, per l’incontaminata fedeltà al patto del tuo amore; e sull’esempio di Maria, umile tua serva, che presentò nel tempio l’Autore della nuova legge, custodisca la purezza della fede, alimenti l’ardore della carità, ravvivi la speranza nei beni futuri.
La
Parola
del Signore
I
genitori [di Gesù] si recavano tutti gli anni a
Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe
dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma
trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via
del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme,
senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella
carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero
a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo
trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre
giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai
dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti
quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua
intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono
stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai
fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti
cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non
sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Ma essi non compresero le sue parole.
(Lc
2, 41-50)
La
Fede della
Chiesa
Il
ritrovamento di Gesù nel Tempio è il solo avvenimento
che rompe il silenzio dei Vangeli sugli anni nascosti di
Gesù. Gesù vi lascia intravedere il mistero della sua
totale consacrazione a una missione che deriva dalla sua
filiazione divina: "Non sapevate che io devo
occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2,49). Maria
e Giuseppe "non compresero" queste parole, ma le
accolsero nella fede, e Maria "serbava tutte queste
cose nel suo cuore" (Lc 2,51) nel corso degli anni in
cui Gesù rimase nascosto nel silenzio di una vita
ordinaria.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 534)
Meditazione
Il
saggio evangelista parla del Verbo incarnato e mostra come
esso ha assunto la carne secondo il modo
dell’incarnazione e ha rispettato le leggi della natura
della carne. Ma è proprio della natura umana crescere in
età e sapienza, e vorrei aggiungere in grazia, poiché
essa compie progressi in corrispondenza della crescita del
corpo e dell’intelligenza; dai piccoli inizi della
fanciullezza essa sale a poco a poco fino alla maturità.
In verità, al Verbo uscito dal Padre, in quanto era Dio,
non sarebbe stato in alcun modo impossibile né
irraggiungibile elevare subito il corpo a lui congiunto
dalle fasce ad altezza normale e di portarlo a una
completa maturità; e altrettanto, osservo, a lui sarebbe
stato facile già come bambino avere a quell’età una
impressionante sapienza. Questo, però, sarebbe stato
simile a un miracolo e non avrebbe certo corrisposto ai
fini dell’incarnazione. Nel silenzio e non nel clamore
si doveva compiere il mistero. Perciò egli si è
sottomesso, nel processo dell’incarnazione, alle leggi
della natura umana. Ciò appartiene anche alla somiglianza
con noi che a poco a poco cresciamo da più piccoli a più
grandi in quanto il tempo ci porta a una maggiore età e a
una corrispondente maggiore conoscenza e perspicacia.
Dunque, il Verbo, uscito dal Padre, come Dio perfetto e
non suscettibile di alcuno sviluppo e crescita, si è
fatto simile a noi una volta che è diventato uno di noi,
sebbene sappiamo bene che egli come Dio tutti ci sovrasta.
(San
Cirillo di Alessandria, Poiché Cristo è uno solo)
Preghiamo
O
Dio che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello
di vita, fa’ che per intercessione del tuo Figlio Gesù,
della Vergine Madre e di San Giuseppe camminiamo tra le
varie vicende del mondo, sempre orientati ai beni eterni.
La
Parola
del Signore
In
quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da
Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però
voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere
battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse:
«Lascia fare per ora, poiché conviene che così
adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si
aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere
come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal
cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel
quale mi sono compiaciuto».
(Mt
3,13-17)
La
Fede della
Chiesa
L'inizio
della vita pubblica di Gesù è il suo battesimo da parte
di Giovanni nel Giordano. Ed ecco comparire Gesù. Il
Battista esita, Gesù insiste: riceve il battesimo. Allora
lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su Gesù
e una voce dal cielo dice: Questi è il Figlio mio
prediletto. E' la manifestazione (Epifania) di Gesù come
Messia di Israele e Figlio di Dio.
Il
battesimo di Gesù è, da parte di lui, l'accettazione e
l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente.
Egli si lascia annoverare tra i peccatori; è già
"l'Agnello di Dio che toglie il peccato del
mondo" (Gv 1,29 )… A tale accettazione risponde la
voce del Padre che nel Figlio suo si compiace. Al suo
battesimo, "si aprirono i cieli" (Mt 3,16 ) che
il peccato di Adamo aveva chiuso.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 535, 536)
Meditazione
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel
suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci
con lui per poter con lui salire alla gloria.
Purificatevi
totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna
cosa tanto si rallegra, come della conversione e della
salvezza dell'uomo. Per l'uomo, infatti, sono state
pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati
compiuti i misteri della rivelazione.
Tutto
è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli
cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci
perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati
del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi,
limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della
quale finora non avete ricevuto che un solo raggio,
proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro
Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei
secoli. Amen.
[Dai
«Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(dal
Disc. 39 per il Battesimo del Signore)]
Preghiamo
Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo al Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito di ascoltare come discepoli il tuo Cristo e di vivere sempre nel tuo amore.
La
Parola
del Signore
Ci
fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di
Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi
discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la
madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù
rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora
giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello
che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la
purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre
barili.
E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»;
e le riempirono fino all'orlo.
Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al
maestro di tavola»… Così Gesù diede inizio ai suoi
miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i
suoi discepoli credettero in lui.
(Gv
2, 1-11)
La
Fede della
Chiesa
Alle
soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo
segno – su richiesta di sua Madre – durante una festa
nuziale. La Chiesa attribuisce una grande
importanza alla presenza di Gesù alle nozze di Cana. Vi
riconosce la conferma della bontà del matrimonio e
l'annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della
presenza di Cristo.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 1613)
Meditazione
Di
fronte a tanti prodigi compiuti per mezzo di Gesù Dio, c'è
da meravigliarsi se l'acqua è mutata in vino per mezzo di
Gesù uomo? Diventando uomo, egli non ha cessato di essere
Dio: si è aggiunto l'uomo, non è venuto meno Dio. Chi ha
compiuto questo prodigio è colui che ha creato tutte le
cose. Non dobbiamo meravigliarci che Dio abbia fatto
questo, ma piuttosto ringraziarlo perché lo ha fatto in
mezzo a noi, e per la nostra salvezza. Attraverso le
stesse circostanze egli ci vuole suggerire qualcosa, poiché
ritengo che non senza una ragione il Signore intervenne
alle nozze. A
parte il miracolo, il contesto stesso adombra qualche
mistero, qualche sacramento. Bussiamo perché ci apra e
c'inebri del vino invisibile. Anche noi eravamo acqua e ci
ha convertiti in vino, facendoci diventare sapienti;
gustiamo infatti la sapienza che viene dalla fede in lui,
noi che prima eravamo insipienti. Credo sia proprio
mediante la sapienza - non disgiunta dall'onore reso a
Dio, dalla lode della sua maestà e dall'amore della sua
potentissima misericordia - è proprio mediante la
sapienza che potremo pervenire all'intelligenza spirituale
di questo miracolo.
(Sant'Agostino,
Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 8,
3)
Preghiamo
O
Padre, che nella tua provvidenza mirabile hai
voluto associare la Vergine Maria al mistero della nostra
salvezza, fa’ che accogliendo l’invito della Madre,
mettiamo in pratica ciò che il Cristo ci ha insegnato nel
Vangelo.
La
Parola
del Signore
Dopo
che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea
predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è
compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e
credete al vangelo».
(Mc
1, 14-15)
La
Fede della
Chiesa
Cristo,
per adempiere la volontà del Padre, ha inaugurato in
terra il Regno dei cieli. Ora, la volontà del Padre è di
"elevare gli uomini alla partecipazione della vita
divina" [LG 3]. Lo fa radunando gli uomini attorno al
Figlio suo, Gesù Cristo. Questa assemblea è la Chiesa,
la quale in terra costituisce "il germe e
l'inizio" del Regno di Dio.
Cristo
è al centro di questa riunione degli uomini nella
"famiglia di Dio". Li convoca attorno a sé con
la sua Parola, con i suoi "segni" che
manifestano il Regno di Dio, con l'invio dei suoi
discepoli. Egli realizzerà la venuta del suo Regno
soprattutto con il grande Mistero della sua Pasqua: la sua
morte in croce e la sua Risurrezione.
Tutti
gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato
dapprima ai figli di Israele, questo Regno messianico è
destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni.
Per accedervi, è necessario accogliere la Parola di Gesù.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 541, 542, 543)
Meditazione
Ciascuno
accolga saggiamente gli ammonimenti del Maestro in modo da
non perdere il tempo della misericordia del Salvatore,
ch'egli ora usa verso il genere umano finché questo viene
risparmiato. L'uomo infatti viene risparmiato, perché si
converta e nessuno venga condannato. Dio solo sa quando
verrà la fine del mondo; adesso tuttavia è il tempo
della fede. Io non so se qualcuno di noi si troverà
quaggiù alla fine del mondo: ma è probabile che non vi
si troverà nessuno. Per ciascuno di noi però il tempo
della fine è vicino giacché siamo mortali. Camminiamo in
mezzo ai pericoli di cadere.
(Sant’Agostino,
Discorso 109,
Sulle Parole del Vangelo di Lc 12, 56-59)
Preghiamo
Si compia in ogni luogo, Signore, con la predicazione del Vangelo, la salvezza acquistata dal sacrificio del Cristo, e la moltitudine dei tuoi figli ottenga da lui, parola di verità, la vita nuova del tuo Regno promessa a tutti gli uomini.
La
Parola
del Signore
[Gesù]
prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte
a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò
d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed
ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,
apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita
che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i
suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono
svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano
con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse
a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo
tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse;
all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì
una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto;
ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo.
Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò
che avevano visto.
(Lc
9,28-35)
La
Fede della
Chiesa
Per
un istante, Gesù mostra la sua gloria divina, confermando
così la confessione di Pietro. Rivela anche che, per
"entrare nella sua gloria" (Lc 24,26), deve
passare attraverso la croce a Gerusalemme. Mosè ed Elia
avevano visto la gloria di Dio sul Monte; la Legge e i
profeti avevano annunziato le sofferenze del Messia. La
passione di Gesù è proprio la volontà del Padre: il
Figlio agisce come Servo di Dio. La nube indica la
presenza dello Spirito Santo: “Apparve tutta la Trinità:
il Padre nella voce, il Figlio nell'uomo, lo Spirito nella
nube luminosa": [San Tommaso d'Aquino, Summa
theologiae, III, 45, 4, ad 2]
“Tu
ti sei trasfigurato sul monte, e, nella misura in cui ne
erano capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua
gloria, Cristo Dio, affinché, quando ti avrebbero visto
crocifisso, comprendessero che la tua passione era
volontaria ed annunziassero al mondo che tu sei veramente
l'irradiazione del Padre” [Liturgia bizantina, Kontakion
della festa della Trasfigurazione].
(Catechismo della Chiesa Cattolica 555)
Meditazione
Il
mistero della sua Trasfigurazione Gesù lo manifestò ai suoi discepoli sul
monte Tabor. Per penetrare il contenuto intimo di questi ineffabili e sacri
misteri insieme con i discepoli scelti e illuminati da Cristo, ascoltiamo Dio
che con la sua misteriosa voce ci chiama a sé insistentemente dall’alto.
Portiamoci là sollecitamente. Anzi, oserei dire, andiamoci come Gesù, che ora
dal cielo si fa nostra guida e battistrada. Con lui saremo circondati di quella
luce che solo l’occhio della fede può vedere. La nostra fisionomia spirituale
si trasformerà e si modellerà sulla sua. Come lui entreremo in una condizione
stabile di trasfigurazione, perché saremo partecipi della divina natura e
verremo preparati alla vita beata.
Dal
«Discorso tenuto il giorno della Trasfigurazione del Signore»
da Anastasio
sinaita, vescovo (Nn. 6-10; Mélanges d’archéologie et d’histoire,
67
[1955] 241-244)
Preghiamo
O
Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i
misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai
mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che
ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua
vita immortale.
La
Parola
del Signore
Io,
[Paolo] infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia
volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in
cui veniva tradito, prese del pane
e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo
è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di
me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il
calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel
mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in
memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo
pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte
del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo
indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà
reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno,
pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e
beva di questo calice.
(1
Cor 11, 23-28)
La
Fede della
Chiesa
L'Eucaristia
che [Gesù] istituisce in questo momento sarà il "memoriale" del suo
sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di
perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova
Alleanza: "Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi
consacrati nella verità" (Gv 17,19).
L'Eucaristia
è il cuore e il culmine della vita della Chiesa, poiché in essa Cristo associa
la sua Chiesa e tutti i suoi membri al proprio sacrificio di lode e di
rendimento di grazie offerto al Padre una volta per tutte sulla croce; mediante
questo sacrificio egli effonde le grazie della salvezza sul suo corpo, che è la
Chiesa.
L'Eucaristia
è il memoriale della pasqua di Cristo, cioè dell'opera della salvezza compiuta
per mezzo della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, opera che
viene resa presente dall'azione liturgica.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 611, 1407, 1409)
Meditazione
L’Apostolo
Paolo dice: «Chi indegnamente mangia il corpo di Cristo o beve il calice del
Signore, è reo del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11,27).
Che
significa ricevere indegnamente? Ricevere con derisione, ricevere con disprezzo.
Non ti paia di poco conto, per il fatto che tu vedi. Ciò che tu vedi, passa;
l’invisibile che è manifestato, non passa, ma rimane. Ecco si riceve, si mangia, si consuma. Ma forse che il corpo
di Cristo si consuma? Forse che le membra di Cristo si consumano? No, certo.
Rimarrà ciò che è significato, anche se sembra passare ciò che significa.
Ricevetelo,
dunque, per conformare ad esso i vostri pensieri, per conservare l’unità nel
cuore, per fissare sempre in alto il cuore.
La vostra speranza non risieda in terra, ma in cielo; la vostra fede in
Dio sia solida, sia gradita a Dio.
E quanto ora qui non vedete e credete, lo vedrete là dove senza fine vi rallegrerete.
(Sant’Agostino,
Sermone 227,1)
Preghiamo
O
Dio, il tuo unico Figlio prima di essere consegnato alla morte, affidò alla
Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che
dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di
vita.
Giunsero
intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai
suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese
con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire
paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è
triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi,
andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se
fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà,
Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo
calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».
In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo
sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.
(Mc 14,32-36; Lc 22,44)
La
Fede della
Chiesa
Il
calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se
stesso, in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell'agonia al
Getsemani facendosi "obbediente fino alla morte" (Fil 2,8). Gesù
prega: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!" (Mt
26,39). Egli esprime così l'orrore che la morte rappresenta per la sua natura
umana. Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più,
a differenza della nostra, è perfettamente esente dal peccato che causa la
morte; ma soprattutto è assunta dalla Persona divina dell' "Autore della
vita" (At 3,15), del "Vivente" (Ap 1,17). Accettando nella sua
volontà umana che sia fatta la volontà del Padre, Gesù accetta la sua morte
in quanto redentrice, per "portare i nostri peccati nel suo corpo sul legno
della croce" (1Pt 2,24).
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 612)
Meditazione
Sono
io, [dice Gesù], e atterra gli empi. Che cosa farà quando verrà a
giudicare, colui che ha fatto questo quando doveva essere giudicato? Quale sarà
la sua potenza quando verrà per regnare, se era tanta quando stava per morire?
Anche adesso, per mezzo del Vangelo, Cristo fa sentire ovunque la sua voce. E'
certo i persecutori andarono, guidati dal traditore, per arrestare Gesù;
trovarono colui che cercavano e udirono la sua voce: Sono io: perché non lo presero, ma indietreggiarono e caddero in
terra, se non perché così volle colui che poteva tutto ciò che voleva? Ma in
verità, se egli non si fosse mai lasciato prendere, essi certamente non
avrebbero potuto compiere ciò per cui erano andati, ma nemmeno lui avrebbe
potuto effettuare ciò per cui era venuto. Essi lo cercavano, nella loro crudeltà,
per metterlo a morte; egli cercava noi per salvarci con la sua morte. Egli ha
dato una prova della sua potenza a coloro che invano hanno tentato di
arrestarlo; lo prendano ormai, affinché egli possa compiere la sua volontà per
mezzo di essi che lo ignorano.
(Sant'Agostino,
Commento al
Vangelo di Giovanni, Omelia 112)
Preghiamo
O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che uniti alla Madre Addolorata ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nel fratelli.
La
Parola
del Signore
Pilato,
visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva
sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti
alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo
sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il
suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli».
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto
flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse
crocifisso.
(Mt
27, 24-26)
La
Fede della
Chiesa
Le
sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che
egli è stato "riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli
scribi" (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato "ai pagani" perché
fosse "schernito e flagellato e crocifisso" (Mt 20,19).
La
morte violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole
di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san
Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di Pentecoste:
"Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza
di Dio" (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che
hanno "consegnato" Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi
di una vicenda scritta in precedenza da Dio.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 572, 599)
Meditazione
Così
si adempiva ciò che Cristo aveva predetto di se stesso, insegnando ai martiri a
sopportare tutto ciò che ai persecutori fosse piaciuto di far loro subire.
Occultando per breve tempo la sua tremenda maestà, voleva anzitutto proporre
alla nostra imitazione un grande esempio di pazienza; il suo regno che non era
di questo mondo, vinceva così il mondo superbo, non con sanguinose lotte, ma
con l'umiltà della pazienza; questo grano, che doveva moltiplicarsi, veniva
seminato in mezzo a così orribili oltraggi, per germogliare mirabilmente nella
gloria.
(Sant’Agostino,
Omelia 116,1)
Preghiamo
O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.
La
Parola
del Signore
Allora
i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel
pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di
porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine,
gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve,
re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una
canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si
prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono
della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo
condussero fuori per crocifiggerlo.
(Mc
15, 17-20)
La
Fede della
Chiesa
La
morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la
redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’”Agnello che toglie il
peccato del mondo” (Gv 1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo
mette l’uomo in comunione con Dio riconciliandolo con lui mediante il sangue
“versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).
Questo
sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è
innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per
riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto
uomo che, liberamente e per amore, offre
la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra
disobbedienza.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 613, 614)
Meditazione
Che
male fu per il Cristo l'essere messo a morte? Malvagi furono certo quelli che
vollero compiere il male; ma niente di male capitò a colui che essi
tormentavano. Venne uccisa una carne mortale, ma con la morte venne uccisa la
morte, e a noi venne offerta una testimonianza di pazienza e presentata una
prova anticipata, come un modello, della nostra resurrezione. Quanti e quali
benefici derivarono al giusto attraverso il male compiuto dall'ingiusto! Questa
è la grandezza di Dio: essere autore del bene che tu fai e saper ricavare il
bene anche dal tuo male. Non stupirti, dunque, se Dio permette il male. Lo
permette per un suo giudizio; lo permette entro una certa misura, numero e peso.
Presso di lui non c'è ingiustizia. Quanto a te, vedi di appartenere soltanto a
lui, riponi in lui la tua speranza; sia lui il tuo soccorso, la tua salvezza; in
lui sia il tuo luogo sicuro, la torre della tua fortezza. Sia lui il tuo
rifugio, e vedrai che non permetterà che tu venga tentato oltre le tue capacità
(cf. 1 Cor 10, 13); anzi, con la
tentazione ti darà il mezzo per uscire vittorioso dalla prova.
(Sant’Agostino,
Esposizione dei Salmi, in Ps. 61, 22)
Preghiamo
O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un unico martirio, fa’ che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti sempre più i frutti della redenzione.
La
Parola
del Signore
Pilato
fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel
luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la
Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse
ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via,
via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in
croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non
abbiamo altro re all’infuori di Cesare». Allora lo
consegnò loro perché fosse crocifisso.
Essi
allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò
verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove
lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e
uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche
l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era
scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».
(Gv
19, 13-19)
La
Fede della
Chiesa
“Come
per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così
anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm
5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione
del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione “, mentre porta
“il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità”
. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i
nostri peccati.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 615)
Meditazione
In
due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne
e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come
fossero nostri. Chi soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta
la croce del Signore. Ma si sappia bene: vi sono alcuni uomini che domano con
gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo per futile
vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non
in modo spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù,
ma piuttosto vizio, per la loro esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che
portino la croce del Signore, ma essi non seguono il Signore. Per questo la
Verità dice rettamente: «Chi non porta la mia croce e mi segue, non può
essere mio discepolo». Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa
rinunciare completamente ai piaceri carnali e avere compassione del prossimo per
vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con fine umano, porta la croce, ma
non segue il Signore.
(San
Gregorio Magno, Predica per la festa di un santo martire)
Preghiamo
O
Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai
piedi della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori,
per i suoi meriti e le sue preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una
rinnovata esperienza del tuo amore.
La
Parola
del Signore
Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua
madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora,
vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel
momento il discepolo la prese nella sua casa.
Dopo
questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai
compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho
sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò
una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo
aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!».
E, chinato il capo, spirò.
(Gv
19, 25-30)
La
Fede della
Chiesa
E'
l'amore "sino alla fine" (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione
e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli
ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita. "L'amore del
Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono
morti" (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di
prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per
tutti. L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel
medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta
l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti.
La
sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la
giustificazione" insegna il Concilio di Trento sottolineando il carattere
unico del sacrificio di Cristo come "causa di salvezza eterna" (Eb
5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: "O crux, ave, spes unica - Ave,
o croce, unica speranza" [Inno Vexilla
Regis].
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 616, 617)
Meditazione
E’
dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu
formata Eva. Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: «
ossa delle mie ossa, carne della mia carne » (Gn 2,23), per indicarci il
costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo,
così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la
Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così
Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.
Vedete
in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per
il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la
donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col
suo sangue coloro che ha rigenerato.
(Dalle
«Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo;
Catech.
3,13-19; SC 50,174-177)
Preghiamo
Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa’ che sorretta dal suo amore, la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.
La
Parola
del Signore
Passato
il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome
comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero
al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: «Chi
ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?».
Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato
via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro,
videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una
veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non
abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso.
È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano
deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che
egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha
detto».
(Mc
16, 1-7)
La
Fede della
Chiesa
"Noi
vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta,
poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù" (At
13,32-33). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede
in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità
cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti
del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale
insieme con la croce: Cristo è risuscitato dai morti. Con la sua morte ha vinto
la morte, Ai morti ha dato la vita [Liturgia
bizantina, Tropario di Pasqua].
Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: "Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici" (1Cor 15,3-4).
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 638, 639)
Meditazione
Molte
cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è
Cristo, « al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen ». (Gal 1,5 ecc.).
Egli
è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli
è colui che prese su di se le sofferenze di tutti.
Egli
è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu
sepolto nella terra e risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.
Egli
è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da
Maria, agnello senza macchia.
Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli
risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.
(Dall'«Omelia
sulla Pasqua»
di Melitone di Sardi, vescovo; 66-67; SC 123,95-101)
Preghiamo
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di rinascere nella luce del Signore risorto per godere la gioia della vita senza fine.
La
Parola
del Signore
Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi
sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la
Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto
questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube
lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano
fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini
in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini
di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù,
che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un
giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in
cielo».
(At
1, 8-11)
La
Fede della
Chiesa
L'Ascensione
di Cristo segna l'entrata definitiva dell'umanità di Gesù nel dominio celeste
di Dio da dove ritornerà, ma che nel frattempo lo cela agli occhi degli uomini.
Gesù
Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel Regno glorioso del Padre perché noi,
membra del suo Corpo, viviamo nella speranza di essere un giorno eternamente con
lui.
Gesù
Cristo, essendo entrato una volta per tutte nel santuario del cielo, intercede
incessantemente per noi come il mediatore che ci assicura la perenne effusione
dello Spirito Santo.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 665, 666, 667)
Meditazione
Quaranta giorni dopo la risurrezione, elevandosi al cielo sotto lo sguardo dei
discepoli, pose termine alla sua presenza corporale per restare alla destra del
Padre fino a quando si compiranno i tempi divinamente stabiliti per moltiplicare
i figli della Chiesa: allora egli verrà per giudicare i vivi e i morti in
quella stessa carne nella quale ascese.
Esultiamo
con spirituale gaudio; rallegriamoci nel presentare a Dio un degno
ringraziamento, solleviamo liberamente gli occhi della mente a quell’altezza
nella quale Cristo si trova. I desideri terreni non aggravino più gli animi
invitati all’alto: gli eletti alle cose eterne non si lascino preoccupare da
ciò che perirà. Chi si è inoltrato nella via della verità, non si lasci
trattenere da ingannevoli attrattive. I fedeli passino per queste realtà
temporali nella consapevolezza di essere pellegrini in questa valle del mondo,
ove, se sono forniti di alcune comodità, non devono con sfrenatezza
abbracciarle, ma costantemente superarle.
(S.
Leone Magno, Commento al Vangelo
dell’Ascensione; dal Discorso 74, 2-5)
Preghiamo
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Signore, poiché in Cristo asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te e noi, membra del Suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere il nostro Capo nella gloria.
La
Parola
del Signore
Mentre
il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano
tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal
cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e
riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si
posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni
di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue
come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
(At
2,1-4)
La Fede della Chiesa
Il
giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di
Cristo si compie nell'effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato
e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a
profusione lo Spirito.
In
questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il
Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell'umiltà
della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità
Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo
negli "ultimi tempi", il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato,
ma non ancora compiuto: Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito
celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché
ci ha salvati [Liturgia bizantina, Tropario
dei Vespri di Pentecoste, ripreso nelle Liturgie eucaristiche dopo la
Comunione].
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 731, 732)
Meditazione
Il Signore concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio,
diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).
E’
questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere
negli ultimi tempi sui suoi servi e
sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò il Signore
promise di mandare lui stesso il Paraclito per renderci graditi a Dio. Infatti
come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico
pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo
diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal
cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così
anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita
senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto.
Il
lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti
nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte.
[Dal
trattato «Contro
le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
(Lib. 3, 17, 1-3; SC 34, 302-306]
Preghiamo
O Padre, che hai effuso i doni del tuo Spirito sulla beata Vergine orante con gli Apostoli nel Cenacolo, fa’ che perseveriamo unanimi in preghiera con Maria nostra Madre per portare al mondo, con la forza dello Spirito, il lieto annunzio della salvezza.
La
Parola
del Signore
«L'anima
mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua
serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo
nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si
stende su quelli che lo temono.
Ha
spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi
nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli
affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha
soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua
misericordia, come
aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua
discendenza, per sempre».
(Lc
1,46-55)
La
Fede della
Chiesa
...L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia
di colpa originale, finito il corso della sua vita
terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e
con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina
dell'universo, perché fosse più pienamente conformata al
Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del
peccato e della morte. L'assunzione della santa Vergine è
una singolare partecipazione alla risurrezione del suo
Figlio e un'anticipazione della risurrezione degli altri
cristiani.
«Nella
tua maternità hai conservato la verginità, nella tua
dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio;
hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito
il Dio vivente e che con le tue preghiere libererai le
nostre anime dalla morte».[ Tropario
della festa della dormizione della beata Vergine Maria].
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 966)
Meditazione
I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo
in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio
come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già
professata.
San
Giovanni Damasceno, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di
Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei
che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare
senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel
suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divin.
Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi
celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei
che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede
alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era
giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse
onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».
Dalla
Costituzione Apostolica »Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42
[1950]
Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni per condividere la sua stessa gloria.
La
Parola
del Signore
Nel
cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di
sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una
corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le
doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro
segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e
dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda
trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le
precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla
donna che stava per partorire per divorare il bambino
appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a
governare tutte le nazioni….
(Ap
12, 1-5)
La
Fede della
Chiesa
«Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48). La pietà della Chiesa verso la santa Vergine è elemento
intrinseco del culto cristiano. La santa Vergine viene dalla Chiesa giustamente
onorata con un culto speciale. In verità dai tempi più antichi la beata
Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui
presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro
necessità. [...] Questo culto [...], sebbene del tutto singolare, differisce
essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al
Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove; esso trova la sua
espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e
nella preghiera mariana come il santo Rosario, compendio di tutto quanto il
Vangelo.
La
Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è
l'immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età
futura, così sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di
consolazione per il popolo di Dio in cammino.
(Catechismo
della Chiesa Cattolica 971, 972)
Meditazione
La
santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su
tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua
gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra
i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la
Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria
nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo
quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera
dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua
entrata nella dimora superna. Perciò quando era qui con il corpo, pregustava le
primizie del regno futuro, ora innalzandosi fino a Dio, ora scendendo verso i
fratelli mediante l’amore. Fu onorata dagli angeli e venerata dagli uomini. Le
stava accanto Gabriele con gli angeli e le rendeva servizio, con gli apostoli,
Giovanni, ben felice che a lui, vergine, fosse stata affidata presso la croce la
Vergine Madre. Quelli erano lieti di vedere in lei la Regina, questi la Signora,
e sia gli uni che gli altri la circondavano di pio e devoto affetto.
[Dalle
«Omelie» di sant’Amedeo di Losanna, vescovo (Om. 7;
SC 72)]
Preghiamo
O Dio che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli.
Salve
Regina, Madre di misericordia,
vita,
dolcezza e speranza nostra, salve.
A
te ricorriamo esuli figli di Eva,
a
Te sospiriamo gementi e piangenti
in
questa valle di lacrime.
Orsù
dunque, avvocata nostra,
rivolgi
a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E
mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il
frutto benedetto del tuo seno.
O
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Preghiere
conclusive
Sotto
la tua protezione
ci rifugiamo, Santa Madre di Dio; non respingere le nostre suppliche e,
nel momento della prova, liberaci da ogni pericolo, Vergine gloriosa e
benedetta.
Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato.
Animato
da una tale confidenza a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te
vengo, e, peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.
Non
volere, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma benigna
ascoltale ed esaudiscile.
Amen.
(S. Bernardo di
Chiaravalle)
Intenzioni…
Gesù, Tu sei appena morto e già una sorgente di vita è sgorgata per le anime.
O sorgente di vita, incomprensibile misericordia di Dio, avvolgi il mondo intero e riversati su di noi.
3 Volte
O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te!
Padre Nostro … Ave Maria …
Io credo in Dio Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la Santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen.
1) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.
10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.
2) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.
10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.
3) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.
10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.
4) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.
10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.
5) Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue,
l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
… in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.
10 Per la Sua dolorosa Passione,
… abbi misericordia di noi e del mondo intero.
3 Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale,
… abbi pietà di noi e del mondo intero.
Dio eterno, la cui Misericordia è infinita
e in cui il tesoro della compassione è inesauribile,
rivolgi a noi uno sguardo di bontà
e moltiplica in noi la Tua Misericordia,
affinché, nei momenti difficili,
non ci perdiamo d’animo e non smarriamo la speranza,
ma, con la massima fiducia,
ci sottomettiamo alla Tua Santa volontà,
la quale è Amore e Misericordia.
Amen.
Riempimi adesso, o Signore, con il Dono dello Spirito Santo
per portare la Tua Santissima Parola ai peccatori
che devo contribuire a salvare nel Tuo Nome.
Aiutami a ricoprirli, attraverso le mie preghiere,
con il Tuo Prezioso Sangue, così che possano essere attirati
al Tuo Sacro Cuore. Dammi il Dono dello Spirito Santo,
affinché queste povere anime possano gioire nel Tuo Nuovo Paradiso.
Amen.
Via Crucis
Rito
iniziale
RITO INIZIALE
V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.
La Via della Croce è la via della vita. Essa è al centro del
mistero della salvezza, del grande amore di Dio,
il quale amandoci ha dato per noi il suo Figlio.
Seguendo Cristo, percorriamo l'itinerario del
dolore che sboccia in gioia, della crocifissione
che prepara la risurrezione, della morte che si
muta in vita.
Percorriamo e meditiamo questo cammino di salvezza
in comunione con la Chiesa, nella quale
perennemente si rinnova il martirio del suo Capo e
suo Sposo.
Breve
pausa di silenzio
Preghiamo.
O Dio, che hai redento l’uomo col sangue prezioso del tuo Figlio
unigenito concedi a tutti noi la sapienza della
croce per celebrare con fede i misteri della
passione del tuo Figlio e gustare la dolcezza del
tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Via Crucis
PRIMA
STAZIONE
Gesù è
condannato a morte
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal
Vangelo secondo Marco. 15, 10-19
[Pilato] sapeva che i
sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù]
per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la
folla perché egli rilasciasse loro piuttosto
Barabba. Pilato replicò:"Che farò dunque
di quello che voi chiamate il re dei Giudei?".
Ed essi di nuovo gridarono:"Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro:"Che
male ha fatto?". Allora essi gridarono più
forte:"Crocifiggilo!". E Pilato, volendo
dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro
Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo
consegnò perché fosse crocifisso. Allora i
soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel
pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo
rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato
una corona di spine, gliela misero sul capo.
Cominciarono poi a salutarlo:"Salve, re dei
Giudei!". E gli percuotevano il capo con una
canna, gli sputavano addosso e, piegando le
ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo
schernito, lo spogliarono della porpora e gli
rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
"Il Mistero pasquale della croce e della
Risurrezione di Cristo è al centro della Buona
Novella che gli Apostoli, e la Chiesa dopo di loro,
devono annunziare al mondo. Il disegno salvifico di
Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte
redentrice del Figlio suo Gesù Cristo.
La Chiesa resta fedele all' “interpretazione di tutte le Scritture” data da Gesù stesso sia prima, sia dopo la sua Pasqua: “Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” (Lc 24,26-27; Lc 24,44-45). Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato “riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi” (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato “ai pagani” perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20,19)".
[Catechismo della Chiesa Cattolica 571-572]
MEDITAZIONE
La sentenza di Pilato fu emessa sotto la pressione dei sacerdoti e
della folla. La condanna a morte per crocifissione avrebbe dovuto soddisfare
le loro passioni ed essere la risposta al grido: "Crocifiggilo!
Crocifiggilo!" (Mc 15, 13-14
ecc.). Il pretore romano pensò di sottrarsi alla sentenza lavandosi le
mani, come si era disimpegnato prima dalle parole del Cristo che aveva
identificato il suo regno con la verità, con la testimonianza alla verità
(Gv 18, 38). Nell'uno e nell'altro
caso Pilato cercava di conservare
l'indipendenza, di restare in qualche modo "in disparte". Ma
erano solo apparenze. La Croce alla quale fu condannato Gesù di Nazaret (Gv
19, 16), come pure la sua verità del regno (Gv
18, 36-37), dovevano toccare la profondità dell'anima del pretore romano.
Questa fu ed è una realtà di fronte alla quale non si può restare in
disparte o al margine. Il fatto che Gesù , Figlio di Dio, sia stato
interrogato sul suo regno, che per questo sia stato giudicato dall'uomo e
condannato a morte, costituisce il principio di quella testimonianza finale
di Dio che tanto ha amato il mondo. Noi ci troviamo di fronte a questa
testimonianza e sappiamo che non ci è lecito lavarci le mani.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Dio, Padre nostro, effondi sempre più largamente in noi i benefici della
tua redenzione e donaci di condividere la passione di Cristo per aver parte,
un giorno, alla sua gloria di vincitore risorto.
Egli vive e regna nei secoli
dei secoli. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Stabat Mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
Via Crucis
SECONDA
STAZIONE
Gesù è
caricato
della Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Giovanni
19, 12-16
Pilato cercava di
liberare [Gesù];
ma i Giudei gridarono:"Se liberi costui, non
sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si
mette contro Cesare". Udite queste parole, Pilato
fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale,
nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico
Gabbatà.
Era la Preparazione della Pasqua, verso
mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei:
"Ecco il
vostro re!". Ma quelli gridarono:"Via, via,
crocifiggilo!". Disse loro Pilato:"Metterò
in croce il vostro re?". Risposero i sommi
sacerdoti:"Non abbiamo altro re all'infuori
di Cesare". Allora lo consegnò loro perché
fosse crocifisso.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
Tra le autorità religiose di
Gerusalemme non ci sono stati solamente il fariseo
Nicodemo o il notabile Giuseppe di Arimatea ad
essere, di nascosto, discepoli di Gesù, ma a
proposito di lui sono sorti dissensi per lungo tempo
al punto che alla vigilia stessa della sua passione,
san Giovanni può dire di essi che “molti
credettero in lui” anche se in maniera assai
imperfetta (Gv
12,42). La cosa non ha nulla di sorprendente se si
tiene presente che all'indomani della Pentecoste
“un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede”
(At
6,7) e che “alcuni della setta dei farisei erano
diventati credenti” (At
15,5) al punto che san Giacomo può dire a san Paolo
che “parecchie migliaia di Giudei sono venuti alla
fede e tutti sono gelosamente attaccati alla
Legge” (At
21,20).
Le autorità religiose di Gerusalemme non sono state unanimi nella condotta da tenere nei riguardi di Gesù. I farisei hanno minacciato di scomunica coloro che lo avrebbero seguito. A coloro che temevano che tutti avrebbero creduto in lui e i Romani sarebbero venuti e avrebbero distrutto il loro Luogo santo e la loro nazione il sommo sacerdote Caifa propose profetizzando: È “meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera” (Gv 11,49-50). Il Sinedrio, avendo dichiarato Gesù “reo di morte” (6,66) in quanto bestemmiatore, ma avendo perduto il diritto di mettere a morte, consegna Gesù ai Romani accusandolo di rivolta politica, cosa che lo metterà alla pari con Barabba accusato di “sommossa” (Lc 23,19). Sono anche minacce politiche quelle che i sommi sacerdoti esercitano su Pilato perché egli condanni a morte Gesù.
Catechismo della Chiesa Cattolica 595-596
MEDITAZIONE
Ha inizio l'esecuzione, cioè
l'attuazione della sentenza. Cristo condannato a morte deve essere caricato
della Croce come gli altri due condannati che devono subire la stessa
pena:" fu annoverato tra i malfattori" (Is 53, 12). Cristo s'avvicina alla Croce avendo tutto il corpo
terribilmente straziato e contuso, col sangue che gli scorre sul volto dal
capo coronato di spine. Ecce Homo! (Gv
19, 5). È in Lui tutta la verità del Figlio dell'uomo predetta dai
profeti, la verità sul servo di Jahvé annunciata da Isaia: "Fu
piagato per le nostre iniquità ... le sue piaghe ci hanno guariti" (Is
53, 5). È in Lui anche presente una certa conseguenza, che suscita stupore,
di ciò che l'uomo ha fatto col suo Dio. Pilato dice: "Ecce Homo" (Gv
19, 5): "Guardate ciò che avete fatto di quest'uomo!". In questa
affermazione sembra parlare un'altra voce, che pare voler dire: "Guardate cosa avete fatto in quest'uomo col vostro Dio!". È commovente
l'avvicinamento, l'interferenza di questa voce che sentiamo attraverso la
storia con ciò che giunge a noi mediante la consapevolezza della fede. Ecce
Homo! Gesù "chiamato Messia" (Mt
27, 17) prende la Croce sulle sue spalle (Gv
19, 17). L'esecuzione è iniziata.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Dio, donaci spirito di
carità e di pace perché l'offerta della vita, compiuta da Cristo a
salvezza del mondo, si prolunghi nella memoria e nell'amore fraterno dei
tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransivit gladius.
Via Crucis
TERZA
STAZIONE
Gesù
cade
per la prima volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal libro del profeta Isaia.
53, 4-8
…Egli si è caricato delle
nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su
di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di
mezzo.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
"Tenendo conto della
complessità storica del processo di Gesù espressa
nei racconti evangelici, e quale possa essere il
peccato personale dei protagonisti del processo
(Giuda, il Sinedrio, Pilato), che Dio solo conosce,
non si può attribuirne la responsabilità
all'insieme degli Ebrei di Gerusalemme, malgrado le
grida di una folla manipolata e i rimproveri
collettivi contenuti negli appelli alla conversione
dopo la Pentecoste. Gesù stesso perdonando sulla
croce e Pietro sul suo esempio, hanno riconosciuto
l' “ignoranza” (At
3,17) degli Ebrei di Gerusalemme ed anche dei loro
capi. Ancor meno si può, a partire dal grido del
popolo: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra
i nostri figli” (Mt
27,25) che è una formula di ratificazione,
estendere la responsabilità agli altri Ebrei nel
tempo e nello spazio. Molto bene la Chiesa ha
dichiarato nel Concilio Vaticano II: “Quanto è
stato commesso durante la Passione non può essere
imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei
allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo. . .
Gli Ebrei non devono essere presentati né come
rigettati da Dio, né come maledetti, come se ciò
scaturisse dalla Sacra Scrittura” [NA 4]. Tutti i
peccatori furono gli autori della Passione di
Cristo"
Catechismo della Chiesa Cattolica 597
MEDITAZIONE
Gesù cade sotto la Croce. Cade
per terra. Non ricorre alle sue forze sovrumane, non ricorre alla potenza
degli angeli. "Credi forse che io non possa pregare il Padre mio, che
mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?" (Mt 26, 53). Non chiede questo. Avendo accettato il calice dalle mani
del Padre (Mc 14, 36 ecc.), vuole
berlo fino in fondo. Vuole proprio questo. E perciò non pensa ad alcuna
forza sovrumana, benché esse siano a sua disposizione. Possono provare
dolorosa meraviglia coloro che l'avevano visto quando comandava alle umane
infermità , alle mutilazioni, alle malattie,
alla morte stessa. Ed ora? Nega Lui tutto questo? Eppure "noi
speravamo" , diranno qualche giorno dopo i discepoli di Emmaus
"Se tu sei il Figlio di Dio..." (Mt
27, 40), lo provocheranno i membri del Sinedrio: "Ha salvato gli altri,
e non può salvare se stesso" (Mc
15, 31; Mt 27, 42), griderà la
folla. E Lui accetta queste frasi provocatorie, che sembrano annullare tutto
il senso della sua missione, dei discorsi pronunciati, dei miracoli fatti.
Accetta tutte queste parole, ha deciso di non opporsi. Vuole essere
oltraggiato. Vuole vacillare. Vuole cadere sotto la Croce. Vuole. È fedele
fino alla fine, fino nei minimi particolari a questa affermazione: "Non si faccia quello che io voglio, ma quello che vuoi Tu" (cf. Mc
14, 36 ecc.). Dio trarrà la salvezza dell'umanità dalle cadute di Cristo
sotto la Croce.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Guarda, Dio onnipotente
l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale e fa che riprenda vita per
la passione del tuo unico Figlio.
Egli vive e regna per i secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater Unigeniti!
Via Crucis
QUARTA
STAZIONE
Gesù
incontra
sua Madre
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 2,
34-35. 51
Simeone parlò a Maria, sua
madre:
"Egli è qui per la rovina
e la risurrezione di molti in Israele,
segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori.
E anche a te una spada trafiggerà l'anima"
...
Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
"La Chiesa, nel
magistero della sua fede e nella testimonianza dei
suoi santi, non ha mai dimenticato che “ogni
singolo peccatore è realmente causa e strumento
delle sofferenze” del divino Redentore [Catechismo
Romano, 1, 5, 11;]. Tenendo conto del fatto che i
nostri peccati offendono Cristo stesso, la Chiesa
non esita ad imputare ai cristiani la responsabilità
più grave nel supplizio di Gesù, responsabilità
che troppo spesso essi hanno fatto ricadere
unicamente sugli Ebrei:
È chiaro che più gravemente colpevoli sono coloro che più spesso ricadono nel peccato. Se infatti le nostre colpe hanno tratto Cristo al supplizio della croce, coloro che si immergono nell'iniquità crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono con un delitto ben più grave in loro che non negli Ebrei. Questi infatti - afferma san Paolo non avrebbero crocifisso Gesù se lo avessero conosciuto come re divino. Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici.
E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati [San Francesco d'Assisi, Admonitio, 5, 3]".
Catechismo della Chiesa Cattolica 598
MEDITAZIONE
La Madre.
Maria incontra il Figlio sulla via della Croce. La croce di Lui diventa la croce di Lei, l'umiliazione di Lui è la sua, l'obbrobrio pubblico diviene quello di Lei. E' l'umano ordine delle cose. Così lo debbono sentire coloro che la circondano e così lo coglie il suo cuore: "...A te pure una spada trapasserà l'anima" (Lc 2, 35). Le parole dette quando Gesù aveva quaranta giorni si adempiono in questo momento. Esse raggiungono ora la pienezza totale. E Maria va, trafitta da questa invisibile spada, verso il Calvario di suo Figlio, verso il proprio Calvario. La devozione cristiana la vede con questa spada nel cuore e così la dipinge e scolpisce. Madre dolorosa!
"O Tu che hai compatito con Lui!" , ripetono i fedeli, consapevoli nell'intimo proprio così si deve esprimere il mistero di questa sofferenza. Benché questo dolore le appartenga e la tocchi nella stessa profondità della sua maternità, tuttavia la verità piena di questa sofferenza viene espressa con la parola compassione. Ella appartiene allo stesso mistero: esprime in qualche modo l'unità con la sofferenza del Figlio.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Signore nel devoto ricordo
della Beata Vergine Maria, data a noi come madre dolcissima presso la croce
di Gesù tuo Figlio, aiutaci a completare in noi per la, Santa Chiesa, ciò
che manca alla passione di Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna per i
secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Quæ mærebat et dolebat
pia mater, cum videbat
Nati pœnas incliti.
Via Crucis
QUINTA
STAZIONE
Gesù è
aiutato
dal Cireneo
a portare la Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 21-22
Allora costrinsero un tale che passava,
un certo Simone di Cirene che veniva dalla
campagna,
padre di Alessandro e Rufo,
a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota,
che significa luogo del cranio.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
"La morte violenta di
Gesù non è stata frutto del caso in un concorso
sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al
mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro
agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso
di Pentecoste: “Egli fu consegnato a voi secondo
il prestabilito disegno e la prescienza di Dio” (At
2,23). Questo linguaggio biblico non significa che
quelli che hanno “consegnato” Gesù (At 3,13)
siano stati solo esecutori passivi di una vicenda
scritta in precedenza da Dio.
Tutti i momenti del tempo sono presenti a Dio nella loro attualità. Egli stabilì dunque il suo disegno eterno di “predestinazione” includendovi la risposta libera di ogni uomo alla sua grazia: “Davvero in questa città si radunarono insieme contro il tuo santo servo Gesù, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d'Israele per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse” (At 4,27-28). Dio ha permesso gli atti derivati dal loro accecamento al fine di compiere il suo disegno di salvezza."
Catechismo della Chiesa Cattolica 599
MEDITAZIONE
Simone di Cirene, chiamato a
portare la Croce, certamente non la voleva portare. E' stato quindi
costretto. Egli camminava accanto al Cristo sotto lo stesso peso. Gli
prestava le sue spalle quando le spalle del condannato sembravano troppo
deboli. Gli era vicino: più vicino di Maria, più vicino di Giovanni, il
quale, anche se uomo, non è stato chiamato per aiutarlo. Hanno chiamato
lui, Simone di Cirene, padre di Alessandro e Rufo, come riporta il vangelo
di Marco (Mc 15, 21). L'hanno
chiamato, l'hanno costretto. Quanto è durata questa costrizione? Per quanto
tempo gli ha camminato accanto, mostrando che niente lo univa al condannato,
alla sua colpa, alla sua pena? Per quanto tempo è andato così,
interiormente diviso, con una barriera di indifferenza verso l'Uomo
che soffriva? "Ero nudo, ebbi sete, ero carcerato, ho portato la
Croce..." e: l'hai portata con me?... davvero fino alla fine l'hai portata
con me? Non si sa. San Marco riporta solo il nome dei figli del Cireneo e la
tradizione sostiene che appartenevano
alla comunità dei cristiani vicina a san Pietro.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Scenda su noi largamente, o
Dio, la tua benedizione; nei misteri della passione redentrice, donaci di
aprire il cuore alla salvezza conquistata da Cristo, nostro Signore e nostro
Dio.
Egli vive e regna per i
secoli eterni.
Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
Via Crucis
SESTA
STAZIONE
La
Veronica asciuga il volto di Gesù
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal libro del profeta Isaia.
53, 2-3
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
La libera offerta che Gesù
fa di se stesso ha la sua più alta espressione
nella Cena consumata con i Dodici Apostoli
nella “notte in cui veniva tradito” (1Cor
11,23). La vigilia della sua passione, Gesù,
quand'era ancora libero, ha fatto di quest'ultima
Cena con i suoi Apostoli il memoriale della
volontaria offerta di sé al Padre
per la salvezza degli uomini: “Questo è il
mio Corpo che è dato per voi” (Lc
22,19). “Questo è il mio Sangue dell'Alleanza,
versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt
26,28).
L'Eucaristia che egli istituisce in questo momento sarà il “memoriale” del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità” (Gv 17,19).
Catechismo della Chiesa Cattolica 610, 611
MEDITAZIONE
La tradizione ci ha tramandato
la Veronica. Forse essa completa la storia del Cireneo. Perché è certo che
- benché, essendo donna, non
abbia fisicamente portato la Croce e non sia stata costretta a farlo - ella
questa Croce con Gesù l'ha certamente portata: l'ha portata così come
poteva, come in quel momento era possibile farlo e come le dettava il cuore,
ed ha asciugato il suo Volto. Questo particolare, riferito dalla tradizione,
sembra anche facile da spiegare: sulla pezzuola con la quale gli ha
asciugato il Volto, sono rimaste impresse le sembianze di Cristo. Proprio
perché era tutto insanguinato e sudato poteva lasciare tracce e contorni.
Però il senso di questo particolare può anche essere interpretato
diversamente, se lo si considera alla luce del discorso escatologico di
Cristo. Sono molti indubbiamente coloro che domanderanno: "Signore,
quando mai abbiamo fatto questo?". E Gesù risponderà : "Tutto
ciò che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete
fatto a me" (cf. Mt 25,
37-40). Il Salvatore infatti imprime la sua somiglianza su ogni atto di
carità , come sul lino della Veronica.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Dio, tra le opere più
mirabili è la rigenerazione dell'uomo; rendi vana l'azione del tentatore e
spezza le catene mortali del peccato perché sia distrutta l'invidia che ci
ha perduto e vinca l'amore che ci ha salvato.
Per Cristo nostro Signore.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
Via Crucis
SETTIMA
STAZIONE
Gesù
cade
per la seconda volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal libro delle Lamentazioni.
3, 1-2. 9. 16
Io sono l'uomo che ha provato
la miseria
sotto la sferza della sua ira.
Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce...
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri...
Mi ha spezzato con la sabbia i denti,
mi ha steso nella polvere.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
"Il disegno divino di
salvezza attraverso la messa a morte del Servo, il
Giusto, era stato anticipatamente annunziato nelle
Scritture come un mistero di redenzione universale,
cioè di riscatto che libera gli uomini dalla
schiavitù del peccato. San Paolo professa, in una
confessione di fede che egli dice di avere
“ricevuto”, che “Cristo morì per i nostri
peccati secondo le Scritture ” (1Cor
15,3). La morte redentrice di Gesù compie in
particolare la profezia del Servo sofferente. Gesù
stesso ha presentato il senso della sua vita e della
sua morte alla luce del Servo sofferente. Dopo la
Risurrezione, egli ha dato questa interpretazione
delle Scritture ai discepoli di Emmaus, poi agli
stessi Apostoli.
San Pietro può, di conseguenza, formulare così la fede apostolica nel disegno divino della salvezza: “Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato, già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi” (1Pt 1,18-20). I peccati degli uomini, conseguenti al peccato originale, sono sanzionati dalla morte. Inviando il suo proprio Figlio nella condizione di servo, quella di una umanità decaduta e votata alla morte a causa del peccato, “colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21)".
Catechismo della Chiesa Cattolica 601-602
MEDITAZIONE
"Io sono un verme e non un
uomo, ludibrio a tutti, scherno della plebe" (Sal 22, 7): le parole del profeta salmista trovano la loro piena
realizzazione in queste strette, ardue stradine di Gerusalemme, durante le
ultime ore che precedono la Pasqua. E si sa che queste ore, prima della
festa, sono snervanti e che le strade sono affollate. E in tale contesto che
si verificano le parole del salmista, anche se nessuno ci pensa. Non si
rendono certamente conto di questo coloro che dimostrano disprezzo, per i
quali questo Gesù di Nazaret che cade per la seconda volta sotto la Croce
è diventato oggetto di ludibrio. E Lui lo vuole, vuole che si compia la
profezia. Cade, quindi, esausto a causa dello sforzo. Cade per volontà del
Padre, volontà pure espressa nelle parole del Profeta. Cade per volontà
propria, perché: "come si adempirebbero le Scritture?" (Mt
26, 54): "Io sono un verme e non un uomo" (Sal 22, 7), quindi neppure "Ecce Homo" (Gv
19, 5), ancor meno, ancor peggio. Il verme striscia attaccato alla terra;
l'uomo, invece, come re delle creature, vi cammina sopra. Il verme rode
anche il legno: come il verme, il rimorso del peccato rode la coscienza
dell'uomo. Rimorso per la seconda caduta.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Misericordioso
ed eterno Iddio, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo
Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa' che abbiamo sempre presente l'insegnamento della sua passione per
partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli vive e regna per i secoli
eterni.
Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Pro peccatis suæ gentis
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.
Via Crucis
OTTAVA
STAZIONE
Gesù
incontra
le donne di Gerusalemme
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 23,
28-31
Gesù , voltandosi verso le
donne, disse:
"Figlie di Gerusalemme, non piangete su di
me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili e i grembi che non hanno generato
e le mammelle che non hanno allattato.
Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
Perché se trattano così il legno verde,
che avverrà del legno secco?".
LA
FEDE
DELLA CHIESA
Gesù non ha conosciuto la
riprovazione come se egli stesso avesse peccato. Ma
nell'amore redentore che sempre lo univa al Padre,
egli ci ha assunto nella nostra separazione da Dio a
causa del peccato al punto da poter dire a nome
nostro sulla croce: “Mio Dio, mio Dio, perché mi
hai abbandonato?” (Mc
15,34; 603 Sal
22,2). Avendolo reso così solidale con noi
peccatori, “Dio non ha risparmiato il proprio
Figlio, ma lo ha dato per tutti noi” (Rm
8,32) affinché noi fossimo “riconciliati con lui
per mezzo della morte del Figlio suo” (Rm
5,10).
Nel consegnare suo Figlio per i nostri peccati, Dio manifesta che il suo disegno su di noi è un disegno di amore benevolo che precede ogni merito da parte nostra. “In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10). “Dio dimostra il suo amore verso di noi, perché mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,8).
Questo amore è senza esclusioni; Gesù l'ha richiamato a conclusione della parabola della pecorella smarrita: “Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli” (Mt 18,14). Egli afferma di “dare la sua vita in riscatto per molti ” (Mt 20,28); quest'ultimo termine non è restrittivo: oppone l'insieme dell'umanità all'unica persona del Redentore che si consegna per salvarla. La Chiesa, seguendo gli Apostoli, insegna che Cristo è morto per tutti senza eccezioni: “Non vi è, non vi è stato, non vi sarà alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto” [Concilio di Quierzy (853)]
Catechismo della Chiesa Cattolica 603-605
MEDITAZIONE
Ecco la chiamata al
pentimento, al vero pentimento, al rimpianto, nella verità del male
commesso. Gesù dice alle figlie di Gerusalemme che piangono alla sua
vista: "Non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri
figli" (Lc 23, 28). Non si può restare alla superficie del male, bisogna
arrivare alle sue radici, alle cause, alla verità della coscienza fino in
fondo. Proprio questo vuole dire il Gesù che porta la Croce, che da sempre
"conosceva ciò che sta nell'uomo" (cf. Gv 2, 25) e sempre lo conosce. Perciò Lui deve restare sempre il più
vicino testimone dei nostri atti e dei giudizi che su di essi facciamo nella
nostra coscienza. Forse ci fa persino comprendere che questi giudizi devono
essere ponderati, ragionevoli, oggettivi - dice: "non piangere" -,
ma nello stesso tempo legati con tutto ciò che questa verità contiene: ce
ne avverte perché è Lui che porta la Croce. Ti chiedo, Signore, di saper
vivere e camminare nella verità !
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Signore, non chiudere la
porta anche se ho fatto tardi. Non chiudere la porta: sono venuto a bussare.
A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.
Tu che vivi e regni nei
secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Tui nati vulnerati,
tam dignati pro me pati,
pœnas mecum divide.
Via Crucis
NONA
STAZIONE
Gesù
cade
per la terza volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal libro delle Lamentazioni.
3, 27-32
È bene per l'uomo portare il
giogo
fin dalla giovinezza.
Sieda costui solitario e resti in silenzio,
poiché egli glielo ha imposto;
cacci nella polvere la bocca,
forse c'è ancora speranza;
porga a chi lo percuote la sua guancia,
si sazi di umiliazioni.
Poiché il Signore non rigetta mai...
Ma, se affligge, avrà anche pietà
secondo la sua grande misericordia.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
Tutta la vita di Cristo è
offerta al Padre
Il Figlio di Dio “disceso dal cielo non per fare” la sua “volontà ma quella di colui che” l'ha “mandato” (Gv 6,38), “entrando nel mondo dice: . . Ecco, io vengo. . . per fare, o Dio, la tua volontà. . . Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” (Eb 10,5-10). Dal primo istante della sua Incarnazione, il Figlio abbraccia nella sua missione redentrice il disegno divino di salvezza: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Gv 4,34). Il sacrificio di Gesù “per i peccati di tutto il mondo” (1Gv 2,2) è l'espressione della sua comunione d'amore con il Padre: “Il Padre mi ama perché io offro la mia vita” (Gv 10,17). “Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” (Gv 14,31).
Questo desiderio di abbracciare il disegno di amore redentore del Padre suo anima tutta la vita di Gesù perché la sua Passione redentrice è la ragion d'essere della sua Incarnazione: “Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora!” (Gv 12,27). “Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?” (Gv 18,11). E ancora sulla croce, prima che tutto sia compiuto, egli dice: “Ho sete” (Gv 19,28).
Catechismo della Chiesa Cattolica 606, 607
MEDITAZIONE
"Umiliò se stesso ancor
di più , facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di
croce" (Fil 2, 8). Ogni
stazione di questa Via è una pietra miliare di questa ubbidienza e di
questo annientamento. La misura di questo annientamento la
cogliamo quando cominciamo a seguire le parole del profeta: "Il
Signore ha posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti... Tutti noi
andavamo, come pecore, errando, ciascuno deviava per la sua strada, ma il
Signore ha posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti" (Is
53, 6). La misura di questo annientamento la concepiamo quando vediamo che
Gesù cade ancora, per la terza volta, sotto la Croce. La cogliamo quando
meditiamo chi è colui che cade, chi è colui che giace nella polvere della
strada sotto la Croce, accanto ai piedi di gente nemica che non gli
risparmia umiliazioni e oltraggi... Chi è colui che cade? Chi è Gesù
Cristo? "Egli, pur possedendo la natura divina, non pensò di valersi
della sua eguaglianza con Dio, ma preferì annientare se stesso,
prendendo la natura di schiavo e diventando simile agli uomini; e
dopo che ebbe rivestito la natura umana, umiliò se stesso ancor di più,
facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di croce" (Fil
2, 6-8).
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Dio ricco di misericordia,
dona a tutti i credenti la salvezza operata dalla passione redentrice e
infrangi per il tuo amore infinito i vincoli dell'antica condanna in cui
ricadiamo continuamente a motivo della nostra fragilità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Eia Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.
Via Crucis
DECIMA
STAZIONE
Gesù
è spogliato
delle vesti
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 24
I soldati si divisero le sue
vesti,
tirando a sorte su di esse
quello che ciascuno dovesse prendere.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
La morte di Cristo è
contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie
la redenzione definitiva degli uomini
per mezzo dell' “Agnello che toglie il
peccato del mondo” (Gv
1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di
nuovo mette l'uomo in comunione con Dio
riconciliandolo con lui mediante il sangue
“versato per molti in remissione dei peccati” (Mt
26,28).
Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza.
“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione ”, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità”. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.
Catechismo della Chiesa Cattolica 613-615
MEDITAZIONE
Quando Gesù sta sul Golgota
spogliato delle vesti, i nostri pensieri si rivolgono a sua Madre: ritornano
indietro, all'origine di questo corpo, che già ora, prima della
crocifissione, è tutto una
piaga. Il mistero dell'Incarnazione: il Figlio di Dio prende il suo corpo
dal seno della Vergine. Il Figlio di Dio parla al Padre con le parole del
salmo: "Non hai voluto né sacrificio, né offerte... ma tu mi hai
formato un corpo" (Sal 40, 8.
7; Eb 10, 6. 5). Il corpo dell'uomo esprime la sua anima. Il corpo di
Cristo esprime l'amore verso il Padre: "Allora ho detto: Eccomi, io
vengo... per fare, o Dio, la tua volontà" (Sal 40, 9; Eb 10, 7).
"Io faccio sempre quello che é di suo piacimento" (Gv
8, 29). Questo corpo spogliato compie la volontà del Figlio e quella del
Padre con ogni piaga, con ogni brivido di dolore, con ogni muscolo
strappato, con ogni rivolo di sangue che scorre, con tutta la stanchezza
delle braccia, con le ammaccature del collo e delle spalle, con un terribile
dolore alle tempie. Questo corpo compie la volontà del Padre quando è
spogliato delle vesti e trattato come oggetto di supplizio, quando racchiude
in sé l'immenso dolore dell'umanità profanata. Il corpo dell'uomo viene
profanato in vari modi. In questa stazione dobbiamo pensare alla Madre di
Cristo, perché sotto il suo cuore, nei suoi occhi, tra le sue mani il corpo
del Figlio di Dio ha ricevuto un'adorazione piena.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Dio, che hai redento l'uomo
con il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito, a quelli che adorano la
croce, concedi la liberazione dal peccato e la vita eterna che dalla stessa
croce è per noi scaturita.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.
Via Crucis
UNDICESIMA
STAZIONE
Gesù è
inchiodato
sulla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 25-27
Erano le nove del mattino
quando lo crocifissero.
E l'iscrizione con il motivo della condanna
diceva:
"Il re dei Giudei".
Con lui crocifissero anche due ladroni,
uno alla sua destra e uno alla sinistra.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
La croce è l'unico
sacrificio di Cristo, che è il solo “mediatore
tra Dio e gli uomini” (1Tm
2,5). Ma, poiché nella sua Persona divina
incarnata, “si è unito in certo modo ad ogni
uomo”, [GS 22] egli offre “a tutti la possibilità
di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con
il mistero pasquale” [GS 22]. Egli chiama i suoi
discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo,
poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché
ne seguiamo le orme.
Infatti egli vuole associare al suo sacrificio
redentore quelli stessi che ne sono i primi
beneficiari.
Ciò si compie in maniera eminente per sua Madre,
associata più intimamente di qualsiasi altro al
mistero della sua sofferenza redentrice.
Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo [Santa Rosa da Lima; cf P. Hansen, Vita mirabilis, Louvain 1668].
Catechismo della Chiesa Cattolica 618
MEDITAZIONE
"Mi hanno traforato mani e
piedi, posso contare tutte le mie ossa" (Sal 22, 17-18). "Posso contare..." : che parole
profetiche! Eppure si sa che questo corpo è un riscatto. Un grande riscatto
è tutto questo corpo: le mani, i piedi, ed ogni osso. Tutto l'Uomo in
massima tensione: scheletro, muscoli, sistema nervoso, ogni organo, ogni
cellula, tutto è in massima tensione. "Io, quando sarò stato
innalzato da terra, trarrò a me tutti gli uomini" (Gv
12, 32). Ecco le parole che esprimono la piena realtà della
crocifissione. Fa parte di essa anche questa terribile tensione che
penetra le mani, i piedi e tutte le ossa: terribile tensione del corpo tutto
intero, che, inchiodato come un oggetto alle travi della Croce, sta per
essere annientato fino alla fine nelle convulsioni della morte. E nella
stessa realtà della crocifissione entra tutto il mondo che Gesù vuole
attirare a sé. Il mondo è sottoposto alla gravitazione del corpo che tende
per inerzia verso il basso. Proprio in questa gravitazione sta la passione
del Crocifisso. "Voi siete di quaggiù , io sono di lassù" (Gv
8, 23). Le sue parole dalla Croce sono: "Padre, perdona loro, perché
non sanno quello che fanno" (Lc
23, 34).
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Salvatore, sacerdote tu sei
divenuto vittima; Redentore nostro ti sei fatto nostro prezzo: custodisci da
tutti i mali coloro che tu hai redento.
Tu che vivi e regni per i secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Sancta Mater, istud agas,
Crucifixi
fige plagas,
cordi meo valide.
Via Crucis
DODICESIMA
STAZIONE
Gesù
muore
sulla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 33-34. 37. 39
Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra,
fino alle tre del pomeriggio.
Alle tre Gesù gridò con voce forte:
Eloì , Eloì , lema sabactà ni?,
che significa:
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?...
Ed egli, dando un forte grido, spirò ...
Allora il centurione che gli stava di fronte,
vistolo spirare in quel modo, disse:
"Veramente quest'uomo era Figlio di
Dio!".
LA
FEDE
DELLA CHIESA
È l'amore “sino alla
fine” (Gv
13,1) che conferisce valore di redenzione e di
riparazione, di espiazione e di soddisfazione al
sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e
amati nell'offerta della sua vita. “L'amore del
Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per
tutti e quindi tutti sono morti” (2Cor
5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in
grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli
uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti.
L'esistenza in Cristo della Persona divina del
Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia
tutte le persone umane e lo costituisce Capo di
tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio
redentore per tutti .
… La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento [Denz. -Schönm., 1529] sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” (Eb 5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza” [Inno “Vexilla Regis”].
Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617
MEDITAZIONE
Ecco il più alto, il più
sublime operare del Figlio in unione col Padre. Sì : in unione, nella più
profonda unione, proprio quando grida: "Elì Elì, lamma sabacthà ni"
, "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mc 15, 34; Mt 27, 46).
Questo operare si esprime con la verticalità del corpo teso lungo la trave
perpendicolare della Croce con l'orizzontalità delle braccia tese lungo il
legno trasversale. L'uomo che guarda queste braccia può pensare che esse
con lo sforzo abbracciano l'uomo e il mondo. Abbracciano. Ecco l'uomo. Ecco
Dio stesso. "In Lui... noi viviamo, ci moviamo e siamo" (At
17, 28). In Lui: in queste braccia tese lungo la trave trasversale della
Croce. Il mistero della Redenzione. Gesù inchiodato alla Croce,
immobilizzato in questa terribile posizione, invoca il Padre. Tutte le sue
invocazioni testimoniano che Egli è uno con Lui. "Io e il Padre siamo
una sola cosa" (Gv 10, 30);
"Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14, 9); "Il Padre mio non ha mai lasciato di operare fino al
presente ed io pure opero" (Gv
5, 17).
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
O Padre, che ci hai ridato la
vita eterna nella pasqua del tuo Unigenito venuto a farsi condannare per
nostro amore, rivolgi a lui i nostri cuori e la nostra vita perché sia mite
con noi quando ci verrà a giudicare e ci unisca alla sua gloria di
Salvatore risorto.
Egli vive e regna per i
secoli eterni. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Vidit suum dulcem Natum
morientem desolatum,
cum emisit spiritum.
Via Crucis
TREDICESIMA
STAZIONE
Gesù è
deposto
dalla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 42-43. 46
Sopraggiunta ormai la sera,
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del
sinedrio,
che aspettava anche lui il Regno di Dio,
comprato un lenzuolo,
calò il corpo di Gesù giù dalla croce.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
“Per la grazia di Dio,
egli ”ha provato“ la morte a vantaggio di
tutti” (Eb
2,9). Nel suo disegno di salvezza, Dio ha disposto
che il Figlio suo non solamente morisse “per i
nostri peccati” (1Cor
15,3) ma anche “provasse la morte”, ossia
conoscesse lo stato di morte, lo stato di
separazione tra la sua anima e il suo Corpo per il
tempo compreso tra il momento in cui egli è spirato
sulla croce e il momento in cui è risuscitato.
Questo stato di Cristo morto è il Mistero del
sepolcro e della discesa agli inferi. È il Mistero
del Sabato Santo in cui Cristo deposto nel sepolcro
manifesta il grande riposo sabbatico di Dio
dopo il compimento della salvezza degli
uomini che mette in pace l'universo intero.
La permanenza di Cristo nella tomba costituisce il legame reale tra lo stato di passibilità di Cristo prima della Pasqua e il suo stato attuale glorioso di risorto. È la medesima Persona del “Vivente” che può dire: “Io ero morto, ma ora vivo per sempre” (Ap 1,18).
"Questo è il mistero del disegno di Dio circa la morte e la risurrezione dai morti; se pure non ha impedito che la morte separasse l'anima dal corpo, come naturalmente avviene, li ha di nuovo ricongiunti l'uno all'altra con la Risurrezione, al fine di essere lui stesso, nella sua Persona, il punto d'incontro della morte e della vita arrestando in sé la decomposizione della natura causata dalla morte e divenendo lui stesso principio di riunione per le parti separate "[San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 16: PG 45, 52B]".
Catechismo della Chiesa Cattolica 624,625
MEDITAZIONE
Nel momento in cui il corpo di
Gesù viene tolto dalla Croce ed è posto tra le braccia della Madre, torna
innanzi ai nostri occhi il momento in cui Maria ha accettato il saluto
dell'angelo Gabriele: "Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla
luce un figlio, che chiamerai col nome di Gesù ... il Signore Iddio gli darà
il trono di Davide, suo padre... e il suo regno non avrà mai fine" (Lc
1, 31-33). Maria ha detto solo: "che mi avvenga secondo la tua
parola" (Lc 1, 38), come se fin d'allora avesse voluto
esprimere quanto sta vivendo in questo momento. Nel mistero della
Redenzione si intrecciano la Grazia, cioè il dono di Dio stesso, e "il
pagamento" del cuore umano. In questo mistero siamo arricchiti di un
Dono dall'alto e nello stesso tempo siamo comprati dal riscatto del Figlio
di Dio. E Maria, che fu più di
ogni altro arricchita di doni, paga anche di più . Col cuore. A questo
mistero è unita la meravigliosa promessa formulata da Simeone durante la
presentazione di Gesù nel tempio: "A te pure una spada trapasserà
l'anima affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 35). Anche questo si compie. Quanti cuori umani si aprono
davanti al cuore di questa Madre che ha tanto pagato! E Gesù è di nuovo
tutto nelle sue braccia, come lo è stato nella stalla di Betlemme, durante
la fuga in Egitto, a Nazaret. Pietà.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Signore, che per la morte del
tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua
risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Fac me vere tecum flere,
Crucifixo condolere,
donec ego vixero.
Via Crucis
QUATTORDICESIMA
STAZIONE
Gesù è
deposto
nel sepolcro
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti
benediciamo.
R.
Perché
con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA
DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco.
15, 46-47
Giuseppe d'Arimatea,
avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo,
lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso
contro l'entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Magdala
e Maria madre di Joses
stavano ad osservare dove veniva deposto.
LA
FEDE
DELLA CHIESA
La morte di Cristo è stata
una vera morte in quanto ha messo fine alla sua
esistenza umana terrena. Ma a causa dell'unione che
la Persona del Figlio ha mantenuto con il suo Corpo,
non si è trattato di uno spogliamento mortale come
gli altri, perché “non era possibile che” la
morte “lo tenesse in suo potere” [At 2,24] e
perciò “la virtù divina ha preservato il Corpo
di Cristo dalla corruzione” [San Tommaso d'Aquino,
Summa theologiae, III, 51, 3]. Di Cristo si può
dire contemporaneamente: “Fu eliminato dalla terra
dei viventi” (Is
53,8) e: “Il mio corpo riposa al sicuro, perché
non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né
lascerai che il tuo santo veda la corruzione” (Sal
16,9-10). La Risurrezione di Gesù “il terzo
giorno” (1Cor
15,4; Lc
24,46) ne
era il segno, anche perché si credeva che la
corruzione si manifestasse a partire dal quarto
giorno.
Il Battesimo, il cui segno originale e plenario è
l'immersione, significa efficacemente la discesa
nella tomba del cristiano che muore al peccato con
Cristo in vista di una vita nuova: “Per mezzo del
Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui
nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai
morti per mezzo della gloria del Padre, così anche
noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm
6,4).
Catechismo della Chiesa Cattolica 627,628
MEDITAZIONE
Dal momento in cui l'uomo, a
causa del peccato, è stato allontanato dall'albero della vita la terra è
diventata un cimitero. Quanti uomini, tanti sepolcri. Un grande pianeta di
tombe. Nei pressi del Calvario, vi era una tomba che apparteneva a Giuseppe
d'Arimatea. In questa tomba, col consenso di Giuseppe, è stato posto il
corpo di Gesù dopo la sua deposizione dalla Croce. Ve lo deposero in
fretta, in modo che la cerimonia terminasse prima della festa di Pasqua, che
aveva inizio al tramonto. Tra tutte le tombe sparse sui continenti del
nostro pianeta, ce n'è una nella quale il Figlio di Dio, l'uomo Gesù
Cristo, ha vinto la morte con la morte. "O mors! Ero mors tua!" (1
antif. Lodi Sabato Santo). L'albero della Vita, dal quale l'uomo a causa del
peccato è stato respinto, si è rivelato nuovamente agli uomini nel corpo
di Cristo. "Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane
che io darò è la mia carne per la vita del mondo" (Gv
6, 51). Nonostante il nostro pianeta si ripopoli sempre di tombe, nonostante
il cimitero nel quale l'uomo sorto dalla polvere ritorna in polvere cresca,
tuttavia tutti gli uomini che guardano alla tomba di Gesù Cristo vivono
nella speranza della Risurrezione.
Giovanni Paolo II
PREGHIAMO
Scenda, Signore, la tua benedizione su
noi che abbiamo commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di
risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
Quando corpus morietur,
fac ut animæ donetur
paradisi gloria. Amen.
( INTENZIONI )
O Dio, vieni a salvarci,
Signore, vieni presto in nostro aiuto
Gloria, Lodato sempre sia …
o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria nel tempio ascolta la profezia di Simeone
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria fugge in Egitto per salvare Gesù
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria smarrisce e ritrova Gesù
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria incontra Gesù che porta la croce
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria è presente alla crocifissione e morte di Gesù
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria riceve sulle braccia Gesù deposto dalla croce
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
Maria accompagna Gesù alla sepoltura
Padre nostro … Ave Maria …
Gloria, o Gesù mio perdona …
Manda, o Signore,
apostoli Santi alla tua chiesa
e dona perseveranza agli eletti’
“Madre di misericordia,
ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”
Sangue di Cristo vincitore dei demoni, Salvaci
LITANIE DELL’ ADDOLORATA
Signore pietà Signore pietà
Cristo pietà Cristo pietà
Signore pietà Signore pietà
Cristo ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici. Cristo esaudiscici
Padre che sei nei cieli abbi pietà di noi
Figlio, redentore del mondo abbi pietà di noi
Spirito santo Paraclito abbi pietà di noi
Trinità santa, unico Dio abbi pietà di noi
Madre del Crocifisso prega per noi
Madre dal cuore trafitto prega per noi
Madre del Redentore prega per noi
Madre dei redenti prega per noi
Madre dei viventi prega per noi
Madre dei discepoli prega per noi
Vergine obbediente prega per noi
Vergine offerente prega per noi
Vergine fedele prega per noi
Vergine del silenzio prega per noi
Vergine del perdono prega per noi
Vergine dell’attesa prega per noi
Donna esule prega per noi
Donna forte prega per noi
Donna intrepida prega per noi
Donna del dolore prega per noi
Donna della nuova alleanza prega per noi
Donna della speranza prega per noi
Novella Eva prega per noi
Socia del Redentore prega per noi
Serva della riconciliazione prega per noi
Difesa degli innocenti prega per noi
Coraggio dei perseguitati prega per noi
Fortezza degli oppressi prega per noi
Speranza dei peccatori prega per noi
Consolazione degli afflitti prega per noi
Rifugio dei miseri prega per noi
Conforto degli esuli prega per noi
Sostegno dei deboli prega per noi
Sollievo degli infermi prega per noi
Regina dei martiri prega per noi
Gloria della Chiesa prega per noi
Vergine della Pasqua prega per noi
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo
O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
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